Double Team-gioco di squadra: recensione

di Pietro Ferraro 3

Il malvagio e psicopatico terrorista Stavros (Mickey Rourke) appare davvero imprendibile, ma l’agente Jack Quinn (Jean-Claude Van damme) non ha nessuna intenzione di mollare la presa, così Stravros decide di liberarsi della fastidiosa presenza del rivale prima tentando di ucciderlo, poi insidiandogli la bella moglie.

Mai idea fu più malsana, tutto ciò trasforma Quinn in una sorta di determinato  e violento angelo vendicatore, che con l’aiuto del trafficante d’armi noto come Yaz (Dennis Rodman) si arma fino ai denti e da il via ad una forsennata caccia all’uomo disseminando ossa fratturate, contusioni e cadaveri fino ad uno spettacolare scontro  finale nel Colosseo stile L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente.

Il regista cinese Tsui Ark è un maestro del cinema d’arti marziali ed action made in Hong Kong, ha realizzato splendidi lavori in patria, vedi The blade o Seven Swords, qui si adatta ad una sceneggiatura che non manca di guizzi, ma è orfana di una coppia di protagonisti credibile e in sintonia.

Un villain fantastico, i ruoli di cattivo di turno sono perfetti per il nuovo e sofferto look di Mickey Rourke, l’idea dell’isola per ex-agenti segreti, alcuni combattimenti decisamente spettacolari ed il gladiatorio scontro finale nel Colosseo sono punti che vanno sicuramente a favore di tutta l’operazione.

Il vero neo, quello che poi mina il tutto, è proprio la poca alchimia tra Rodman e Van Damme, fisicamente e recitativamente agli antipodi, troppo imponente, kitsch e impacciato il primo, taciturno e poco propenso al duetto ironico il secondo.

Double Team-gioco di squadra funziona a corrente alternata, troppi  momenti fiacchi che per un action medio rappresentano falle insostenibili, la messinscena comunque ne salva in extremis il naufragio narrativo e alla fine il film stracolmo di difetti si lascia guardare.

Consigliato agli irriducibili fan di Van Damme e a chi ama gli action in stile videogame, dove anche splendida Roma, suggestiva cornice ricca di fascino, in questo caso perde qualsiasi appeal ed ha un che di plastificato e fastidiosamente artificiale. Per tutti gli altri il consiglio è di passare oltre.

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