Ancora 48 ore, recensione

di Redazione 2

Il burbero detective Jack Cates (Nick Nolte) è nei guai, è da tempo sulle tracce di un trafficante di droga conosciuto come Iceman, ricerca che culmina in un violento scontro a fuoco in cui uccide per legittima difesa uno degli scagnozzi del trafficante che però in seguito risulterà disarmato. Inizia così per Cates il calvario di un’inchiesta e l’intromissione degli affari interni, mentre tutti sono alla ricerca di una pistola misteriosamente svanita.

Cates non molla certto l’osso e scoprirà che Iceman ha messo una taglia sulla testa di una sua vecchia conoscenza, quel Reggie Hammond (Eddie Murphy) che lo aiutò  tempo prima a beccare dei pericolosi evasi e che guardacaso è in procinto di essere scarcerato diventando involontariamente l’esca ideale per beccare Iceman.

Hammond non ha nessuna intenzione di finire infilzato su un amo a divincolarsi in attesa di essere fatto fuori, lui vuole solo i soldi che Cates ha promesso di dargli una volta fuori, promessa fatta da Cates l’ultima volta che si sono visti, poco prima che lui tornasse dietro le sbarre, ma Cates non ha intenzione di lasciarsi sfuggire l’occasione di prendere Iceman e propone uno scambio ad Hammond, i soldi in cambio della sua collaborazione.

Torna Walter Hill ad otto anni dal successo di 48 ore per riproporci una nuova caccia all’uomo sempre con l’accoppiata Murphy/Nolte, con un surplus di sequenze action, una regia come di consueto asciutta ed efficace ed uno script fotocopia del precedente, ma con il difetto di palesare la troppa pianificazione di un’operazione concepita per far cassa.

La coppia di protagonisti non sono certo invecchiati male, ma ricalcando il film precedente in tutto e per tutto finiscono per sembrare una sbiadita fotocopia di loro stessi, intendiamoci ancora 48 ore resta un solido action-poliziesco in cui di certo non ci si annoia, ma l’ombra del cult precedente pende inesorabile su tutta l’operazione.

Note di produzione: mentre Nolte per questa reunion riuscì a strappare solo un contratto da tre milioni di dollari, Murphy forte del successo di Un piedipiatti a Beverly Hills se ne accaparrò ben sette.

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