Cristina Sofia Zadro, attrice italiana emergente, ci parla di lei

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 Cristina Sofia Zadro si racconta in esclusiva per i lettori del cinemaniaco!

Sono cresciuta nei luoghi ameni dell’Umbria e ho respirato fin da piccola un’atmosfera ricca d’arte, semplicità e bellezza. Il mio battesimo con il mondo dello spettacolo è avvenuto per le vie di Roma, quando da ragazzina fui fermata da un talent scout di moda. Prima di allora non avevo mai pensato allo spettacolo, da bambina mi piaceva leggere e fantasticare fantasiose avventure, cercare pietre che credevo preziose lungo i ruscelli. Mia madre mi aveva instradata verso la danza, essendo lei una ballerina classica mancata, sperava lo diventassi io, e per anni ho fatto saggi. Ma io invece, amavo andare in bicicletta. Correvo. Scappavo di nascosto e macinavo chilometri chilometri in campagna pedalando allegramente sulla bici da corsa, ma troppo grande, di mio padre.

Non ero ancora convinta che lo spettacolo fosse la mia strada, ma una volta mi ritrovai al tavolo a fianco sedeva il grande Dino Risi, ero molto riservata e lui mi esortò: “ Con quel viso devi fare cinema”. Scattò la molla che piano piano ho assecondato, con servizi di moda e sfilate, e coltivato dandogli un senso: abbracciando il giornalismo, poiché ho sempre pensato che la bellezza andasse nutrita, animata, e così questo è diventato il fulcro costante della mia arte.

Ho sempre affrontato le sfide applicandomi al massimo, sia all’università, a Storia dell’arte dove mi sono laureata con lode, sia nel giornalismo dove ho trionfato giovanissima con il primo premio Sulmona di Critica d’Arte e scrivendo libri (Gli Obelischi di Roma, Newton Compton).

Ma è nelle arti che ho trovato la mia vera dimensione. Il teatro credo sia un regno magico, è fondamentale conoscerne i meccanismi per poter affrontare preparati il cinema. Nonostante ci sia entrata in punta di piedi, attraverso alcuni personaggi, che ho interpretato, tra quali Lina Cavalieri nel gioioso Cafè Chantant, personaggio  recitato anche dalla grande Gina Lollobrigida, ho imparato a conoscermi.  Continuo a studiare per potermi perfezionare, anche perché ho ancora molto da imparare.

La tv mi ha sempre accompagnata nel mio percorso di crescita, sono stata coinvolta in numerosi programmi, sia di arte che di sport, che nonostante alcuni credono lontani, per me sono invece molto vicini, perché riescono entrambi a dare luce allo stesso bisogno dell’uomo di star bene. L’arte è espressione dell’armonia, della bellezza, lo sport è vita, è salute, esprimono insieme uno stile di vita sano.

Amo la mia femminilità mediterranea e la genuinità, questa poi è la qualità che mi fa amare le persone. Ecco perché i miei modelli nel cinema sono dive acqua e sapone e autentiche come Gina Lollobrigida ( ho interpretato Lina Cavalieri l’anno scorso), di una veracità, che solo le donne del popolo posseggono e le contraddistingue, poiché fondono insieme un’incantevole modo di essere infantile e spiritoso, che mi accomuna. Restare in fondo un po’ bambini permette di stupirsi ancora e di entusiasmarsi, qualità invincibili per arrivare a sentire vicino il senso più profondo della vita. Ciò non toglie l’eleganza, come nella Bellucci, un esempio contemporaneo (a cui spesso mi accostano, anche per le origini umbre). Credo che l’eleganza e la raffinatezza non tolgano il fatto di essere dive nate dal popolo, e lì il cuore per quanto tu possa andare lontana, rimane.

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