Colpi proibiti, recensione

di Pietro Ferraro Commenta

Il detectve canadese Louis Burke (Jean-Claude Van Damme) all’indomani della cattura di un pericoloso serial killer noto come L’uomo dei sogni (Patrick Kilpatrick), colpevole di aver ucciso il suo partner, si unisce ad una task-force che indaga su una misteriosa serie di omicidi di detenuti, avvenuti all’interno del penitenziario californiano di Harrison, serie di morti a cui ha fatto seguito anche l’omicidio di una guardia carceraria.

A Burke toccherà il ruolo di infiltrarsi tra i detenuti e raccogliere informazioni, mentre la bella avvocatessa Amanda Beckett (Cynthia Gibb), assistente del procuratore sarà il collegamento di Burke con l’esterno e vestirà i panni di sua moglie.

All’interno del penitenziario è una vera giungla, ma Burke è un duro e non solo riesce a cavarsela, ma fa anche amicizia con alcuni detenuti creandosi qualche alleato, purtroppo le misteriosi morti continuano e quando toccherà al compagno di cella di Burke, il poliziotto finirà in isolamento e  nelle mani di alcune guardie che lo pesteranno a sangue.

Al termine del periodo di isolamento Burke scoprirà non solo che molti detenuti che conosceva sono morti, ma che ad Harrison è arrivato L’uomo dei sogni che non vede l’ora di regolare i conti e raccontare a tutti la verità sul fatto che nel carcere si aggira un infiltrato.

Settimo film per la lanciatissima star action Jean-Claude Van Damme che inaugura gli anni ’90 con due pellicole Lioneheart-Scomessa vincente e appunto questo Colpi proibiti che si innesta nel filone prison-movie a tinte action-thriller, filone che vanta pellicole di buona fattura come Sorvegliato speciale e Tango & Cash, in questo caso con una decisa connotazione poliziesca come nel film con la coppia Stallone/Russell che regala qualche punto in più all’intera operazione.

A dirigere Van damme troviamo l’attore e regista Deran Serafian (Gunmen-banditi) che se la cava piuttosto dignitosamente, Van Damme funziona, ma a funzionare è soprattutto l’ambientazione penitenziaria e un solido gruppo di caratteristi di contorno che danno credibilità alla messinscena, il film perde qualche colpo nella parte finale, ma resta comunque un buon film di genere, senza alcun dubbio uno dei migliori nella filmografia dell’attore belga.

Note di produzione: la sceneggiatura è il primo lavoro venduto e realizzato di David S. Goyer (Il Cavaliere Oscuro), il regista Deran Serafian ha recitato in Zombie 3 di Lucio Fulci e diretto alcuni episodi di serial di grande syccesso come Lost, Fringe e Dr. House, l’attore Patrick Kilpatrick/L’uomo dei sogni è stato il primo Vendicatore Tossico nel trash-cult della Troma The Toxic Avenger.

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