Henry’s Crime, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro Commenta

Henry (Keanu Reeves) è un uomo senza particolari ambizioni, subisce un quotidiano che lo vede turnista di notte ad casello autostradale di Buffalo, cercando di sfuggire alle responsabilità di una moglie che spinge per costruire una famiglia ed avere dei bambini.

Henry un bel giorno accetta di accompagnare alcuni amici ad una partita di softball, inconsapevole di guidare un’auto rubata e di essere l’autista di una rapina ad una banca che finirà malissimo per lui, perchè sarà l’unico che finirà arrestato.

Di fronte alle pressanti richieste di fare i nomi dei suoi amici, Henry sceglierà di finire dentro e pagare per tutti, ma non lo farà per un distorto senso dell’onore, ma bensì solo per paura di tornare a casa e dover riaffrontare le richieste della moglie e il suo pressante istinto di maternità.

Tre gli anni da scontare per Henry, che dentro al carcere farà la conoscenza dell’anziano Max (James Caan), un ex-truffatore che come Henry ha paura di andarsene e per questo continua a mandare a monte ogni colloquio per la libertà vigilata, insomma Henry e Max troveranno un’intesa perfetta, almeno fino che Henry non dovrà lasciare il carcere per fine pena,

Una volta uscito ad Henry balenerà in testa un’idea folle, rapinare la stessa banca per cui è finito in prigione, così convinto un riluttante Max ad unirsi a lui cercherà di sfruttare un vecchio tunnel dei tempi del Proibizionismo per svaligiare il caveau, tunnel il cui accesso è situato in un teatro in cui stanno allestendo Checov e dove Henry conoscerà l’attrice Julie (Vera Farmiga), di cui finirà per innamorarsi perdutamente.

Confezione di gran classe ed elegante mix di generi questo Henry’s Crime, che punta al sosfisticato con una ricetta a base di crime, comedy, romance ed heist o caper-movie che dir si voglia, il classico film con rapina che in varie digressioni comedy ha figliato negli anni tanti piccoli capolavori, dal nostrano I soliti ignoti fino alla recente trilogia di Ocean’s eleven.

Il regista Malcolm Venville, alla sua seconda prova su grande schermo dopo il crime 44 inch chest con Ray Wisntone e Ian McShane, recluta un cast di spessore, allestisce una messincena sempre sul filo dell’ironia e dallo humour surreale, purtroppo è nel comparto attori che si nota un certo dislivello nelle performance, magnifica Vera Famiga, divertente James Caan, grande Peter Stormare e nota dolente e anello debole proprio il protagonista Keanu Reeves, che non trova il giusto registro e finisce per rendere ancor piu emotivamente comatoso un personaggio che già sulla carta mostrava segni evidenti di straniamento cronico.

Henry’s Crime pur non convincendo pienamente, nel complesso resta una comedy piuttosto gradevole nel suo alienarsi dal genere puntando alla parodia senza contare la messinscena, oltremodo raffinata e raccolta, all’insegna di una narrazione quasi teatrale non priva di spunti divertenti e che fruisce di un’atmosfera senza dubbio intrigante.

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