Coco avant Chanel-L’amore prima del mito: recensione

di Redazione 3

Due sorelline chiuse in un orfanotrofrio dal padre dopo la morte della loro madre, una vita ed un’infanzia negata e la nascita di un sogno da raggiungere, di un obiettivo da conquistare che ha come basi prima il benessere economico per poi trasformarsi in  un mezzo con cui guadagnare la libertà e conquistare un’indipendenza.

Purtroppo non è sempre così che vanno le cose, l’amore sognato in realtà è un amore posticcio di cui si abbisogna per fuggire da una vita mediocre, così le due sorelline sartine di giorno e ballerine in un cabaret di notte conoscono due ricchi partiti in cerca della partner ideale, Gabrielle una delle sorelline, soprannominata Coco per  i suoi numeri in cabaret, si divide dalla sorella e inizia una vita coniugale fatta di agi e alta società che ben presto le starà stretta.

La nuova meta da raggiungere sarà Parigi, e Gabrielle ottenuta la tranquillità economica, utilizzerà il suo bisogno perenne d’indipendenza, ed il suo estro creativo  per concepire di nuovo la donna e la moda, prima francese poi internazionale, fino a trasformarsi in un icona glamour che cavalcherà l’onda della trasgressione e dell’emancipazione femminile attraverso le passerelle, da quel momento inizierà la luminosa carriera della stilista Coco Chanel.

Coco avant Chanel è una biopic decisamente affascinante, almeno per quanto riguarda il puro lato estetico, ma non è forse di questo che è fatta la moda? Sicuramente un certo didascalismo e una distaccata eleganza formale affligono la pellicola della regista Anne Fountaine, ma non solo, perchè in realtà questi difetti sembrano più convenzioni stilistiche tipiche di molte biopic in costume viste di recente.

Tutto è elegante, formale e visivamente intrigante, Audrey Tatou incantevole e talentuosa regge tutta la storia sulle sue minute spalle, la regista si affida a lei completamente, intorno alla sua performance sfilano alcuni personaggi sbiaditi, che servono da semplici escamotage narrativi, che mancano della forza di esistere oltre la mera cornice biografica.

Detto ciò, ne vien fuori comunque un godibile pamphlet protofemminista che conquisterà buona parte del pubblico femminile, Coco è l’eroina femminile perfetta, icona dell’effimero si, ma donna indipendente, utilizza gli uomini per raggiungere i propri obiettivi, ma sempre alla ricerca dell’amore vero, bella, ambiziosa e creativa, insomma una perfetta icona del nostro tempo.

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