Baarìa, recensione

di Pietro Ferraro 41

Baarìa è una malinconica galleria di personaggi di grande umanità: sognatori,  perdenti, eroi e mediocri che transitano per tre generazioni nella città siciliana di Bagheria. Una Sicilia filtrata dagli occhi di una famiglia che attraversa le epoche, i moti e le utopie di oltre mezzo secolo.

In principio conosceremo Cicco che mentre il fascismo si fa strada tra i giovani italiani, riesce a dedicarsi oltre che al suo gregge di pecore alla sua vera grande passione, la letteratura e l’epica cavalleresca. Poi suo figlio Peppino che mentre in Europa imperversa la seconda guerra mondiale e la fame e la povertà dilaniano l’Italia, scoprirà prima una passione per la politica militante e il partito comunista e una volta finita la guerra, anche la passione per una donna e il peso di un credo politico troppo ostentato.

Dagli anni ’30 agli anni’80 una lunga e malinconica carrellata in cerca di foto in bianco e nero, ricordi sbiaditi e sogni infranti, ma anche di grandi amori e un’affetto immenso e viscerale per la propria terra.

Tornatore è sicuramente un virtuoso dell’immagine, un narratore di emozioni che ama profondamente la sua terra è che con questo film decide di omaggiarne malinconicamente il percorso storico/politico, ma lasciando la storia sullo sfondo e scegliendo un nostalgico amarcord, figlio di suggestioni infantili e profumi di una Sicilia e di un’umanità che sembrano ormai così lontani.

Baarìa è un kolossal d’autore, un termine astruso per il cinema italiano degli ultimi tempi, una vera contraddizione in termini che però rende bene l’idea di cosa si sia voluto tentare con un film che ha l’ambizione di voler essere accessibile a tutti, ma anche mantenere un’identità autorale, un affresco corale con tutti i fisiologici problemi che può dare una narrazione così intensa e complessa. che attraversa un lasso di tempo così enorme, con i suoi tempi morti e alcuni personaggi che si perdono inevitabilmente lungo la strada.

Che il film abbia diviso la critica a Venezia è comprensibile, mentre il nostro cinema ha bisogno di svecchiarsi, Tornatore sembra andare controcorrente e torna indietro nel tempo, cita i grandi maestri del passato, ci ricorda le nostre radici e al contrario di molti autori italiani che utilizzano il cinema come metafora del proprio credo politico, lui punta sui personaggi, sulla gente, sulla memoria collettiva.

Il suo è un cinema che gli permette di parlare con grande semplicità al grande pubblico, di raccontare le emozioni con gli occhi di un fanciullo e l’estro di un artista, un connubio che non sempre però funziona, ma che comunque non lascia indifferenti e Baarìa è tutto questo, un intenso ritratto corale, una gioia per gli occhi, popolato però da personaggi che non sempre lasciano il segno, ma quando lo fanno riescono comunque a dare un senso ad un’opera tanto imperfetta quanto ambiziosa.

Commenti (41)

  1. BAARIA e’ un bel film. Con un leggero e disincatato volo di farfalla il regista ci conduce sulla storia di un territorio e della sua gente e riesce a far questo con leggerezza, crudezza e intelligente ironia. Piu’ che mediocri (come dice qualcuno), le persone rappresentare nel film sono persone comuni che per nulla al mondo cambierebbero le loro convinzioni piu’ profonde. E del resto bisogna darsi pace e capire una volta per tutte che la ricchezza di questo Paese e’ dovuta a questi uomini piccoli e medi piu’ che ai tanti pavoni e gradassi che oggigiorno occupano la scena mediatica e purtroppo anche il potere.

  2. @ sergio:
    grazie per il commento Sergio, volevo solo puntualizzare che il mediocri del mio incipit si riferiva ai personaggi meno positivi ritratti nel film non certo alle persone comuni, oltretutto essendo di origini siciliane, mio nonno era un giardiniere di Palermo, ho sentito un particolare feeling con le atmosfere del film. Un saluto.

  3. Mi è piaciuto,ma non mi ha entusiasmato piu’ di tanto.Scorre veloce e non stanca.Ci si poteva aspettare qulcosa di piu’originale da Tornatore che rifà il verso (come molti hanno già detto) a Nuovo Cinema Paradiso,ma senza la sua magia.
    La fenicia Baarìa come centro dell’universo, dove non è necessario andare lontano per trovare l’essenza della vita.E chi ci prova,deve necessariamnte ritornarci…
    Tornatore gioca in casa,si vede e si sente,ma manca quella scintilla per infiammare il cuore della gente.

    P.S.Visto ieri sera in un cinema di Cava dei Tirreni (SA).
    Purtroppo ho avuto l’impressione che la struttura a livello acustico e tecnologico in generale non fosse dei migliori.
    Pazienza!

  4. ho visto il film Baari’a l’ho trovato fantastico per la scenografia il passaggio delle varie epoche e soprattutto il messaggio chiaro degli ideali che rimangono tali anche durante la miseria e l’amore per la famiglia come punto di riferimento importanmte e i sogni che rimangono tali quando sono radicati in noi come il piccolo giuseppe il film ha suscitato in me grandi emozioni

  5. Ho visto il film questo pomeriggio: e’ sicuramente un prodotto ben fatto, tecnicamente valido, ma manca di qualcosa, non arriva all’anima. Inoltre trovo che la sceneggiatura, soprattutto nella seconda parte, sia un po carente.
    belle le sequenze in movimento cast faraonico con nomi di prestigio, forse anche troppi Sicuramente sara’ piu apprezzato in Usa che in Italis

  6. Ho visto il fim ieri, ed è mio modesto parere che questo film è una chiavica dall’inizio alla fine. Sembra che il regista si sia così concentrato a realizzare una impalcatura scenografica enorme quanto credibile, da non aver avuto il tempo o la capacità di sorregerla con una storia capace di giustificarne il tutto.

  7. La critica di Giorgio “questo film e’ una chiavica dall’inizio alla fine” (commento n.10), mi sembra di indubbia volgarita’ propria di chi non ha argomenti o presume di averne fin troppi e non vuol degnarsi di esporli con il linguaggio che si addice ad un commento intelligente. Che cosa Giorgio intende dire con “…sorregerla con una storia capace di giustificarne il tutto”?
    Una storia personale o piu’ intima?! … Come se solo i singoli avessero una storia e non anche comunita’ piu’ ampie di un singolo o di una famiglia… Ogni singola scena del film ha un profondo significato, ma per essere compresa e apprezzata richiede un po’ di conoscenza della Storia italiana e siciliana: non basta questa Storia a “sorreggere il tutto”?

  8. Ho visto Baaria, ieri sera, in un cinema di Nola. I personaggi, le atmosfere, lo stile, mi han ricordato la pellicola neo realista del dopoguerra. Si colloca perfettamente in quella scia. Il tutto è arricchito da “elementi” magici. Premonizioni, sogni, desideri, che sembrano rievocare romanzi sudamericani. Ma al di la di tutto, rimane ben in vista il taglio storico-sociale che il regista consegna alle scene del film. Emerge una Sicilia che lotta, che non si arrende e che nonostantetutto riesce a sorridere.

  9. Ho visto il film “Baarìa” proprio ieri sera. Il film mi è piaciuto molto ma a mio parere c’erano troppe scene confuse si cambiava velocemente discorso e si passava in modo secco e pittosto essenziale da una scena all’altra. Per il resto il film è stato di mio gradimento ma ho qulche dubbio sul finale… nn ho ben capito il messaggio che Tornatore ci vuole far arrivare. Con ansia aspetto vostre risposte. Alessandra![1994]

  10. @ Alessandra:

    Condivido il tuo giudizio. Il film mi è sembrato uno stupendo documentario, spettacolare ma senza emozioni. In particolare faccio notare che di fronte alle scene più tragiche (morte del neonato, esplosione della mina nel frutteto, uccisione del nonno, ecc) non vi era alcuna recitazione degna di nota. Il messaggio, fastidiosamente politicizzato, secondo me è il seguente : “se in passato avessimo amato di più la nostra terra il nostro presente sarebbe migliore”. Sotto sotto però io ci leggo : “se la Sicilia avesse votato i comunisti ora non avremmo più la mafia nè gli abusi edilizi”. Bho.

  11. A me è piaciuto molto e non l’ho trovato lento tanto che non mi sono neanche accorta dello scorrere del tempo; mi è piaciuto soprattutto – come anche nel precedente film di Tornatore sulla sua infanzia (Nuovo cinema paradiso) – la sua capacità di farci vedere tutte le cose dal punto di vista e con l’occhio del bambino (anche quando si diventa adulti o vecchi in taluni resta questa magia).
    Per esempio nella scena di Peppino che da vecchio va sui monti e tira per una ultima volta il sasso che per la prima volta magicamente colpisce le tre rocce è il simbolo di questo permanere in noi dei sogni e delle illusioni dell’infanzia!!! sogni che si infrangono contro una realtà degradata e gravida di insidie (le bisce nere) oppure la città caotica e diventata preda della speculazione edilizia che accoglie Peppino bimbo al suo “risveglio” dopo il “lungo sonno” dietro la lavagna.
    A fare da contrappunto a questo sguardo nel futuro della scena finale, è la scena del figlio di Peppino che guarda attraverso il cancello della villa Palagonia e vede apparire davanti a sè il monumentale viale pieno di mostri che arrivava fino all’arco trionfale: l’occhio del bimbo si proietta nel passato remoto che lui non ha mai visto.
    Il film mi è piaciuto anche come affresco di un’epoca: il 900 dal fascismo agli anni della contestazione: senza troppo calcare sulla retorica punta molto sulle scene corali (i riti intorno ai morti, i racconti nella stalla o in piazza) e di “popolo” (manifestazioni, comizi, ecc) senza tralasciare qualche bozzetto e qualche particolare che impreziosisce e infonde un soffio di vita vissuta al racconto epico.

  12. ho solo 14 anni, non ho capito molto del film ma mi ha dato ugualmente tante emozioni anche se per capire la vera trama del film bisogna conoscere la storia del nostro paese.
    è vero che le scene sono molto intrecciate e che il cambiamento da un epoca all’altra è un pò violento ma credo che ogni scena abbia avuto un senso e una morale. la scena che mi ha colpito maggiormente è stata quella di Peppino, ormai adulto che si trova a lanciare nuovamente un sasso che magicamente colpisce tutte e tre le rocce, proprio come aveva fatto da bambino.. secondo me questo vuole dire che nonostante i problemi, nonostante le preoccupazioni e le guerre (tra l’altro aspresse in diverse scene ) il protagonista non abbia mai smesso di sognare e di inseguire i propri sogni, ritrovando le speranze dell’infanzia!!

  13. @ erika:
    Credo che tu abbia capito invece molto del film di Tornatore, hai colto quello che di un film resta la parte più intensa e vitale, il suo cuore, quindi grazie del commento e soprattutto dell’entusiasmo. un saluto.

  14. Film costato parecchi milioni di euro, di cui una cospicua parte sborsati dalla regione siciliana che non è riuscita a imporre che Bagheria venisse ricostruita negli stabilimenti cinematografici di Termini. Eccellenti le ricostruzioni scenografiche e le ambientazioni: ottimo materiale che può essere utile alle docufiction di Alberto Angela. Approssimative le interpretazioni, inconsistente la sceneggiatura; volgare, sgarbato e inappropriato il linguaggio al punto di offendere la cultura popolare siciliana, bagherese nella fattispecie. Opera sconclusionata per un pubblico sconclusionato,( distante anni luce da “Nuovo Cinema Paradiso” che rimane un capolavoro di eleganza, intelligenza e poesia), un film che non può essere riferito ad alcun genere cinematografico, non essendo né storico, né drammatico, né sentimentale, né comico, né satirico. La sua presenza alla notte degli Oscar avrebbe danneggiato l’immagine dello stesso Tornatore, della Sicilia e dell’Italia. Provate a confrontarlo con Amarcord di Federico Fellini e vi accorgerete del baratro che li separa.

  15. molte persone che hanno visto questo film , l’ hanno visto in italiano o con i sottotitoli. secondo me per riuscire a capire la vera essenza del film, si deve vedere in siciliano. forse solo noi siciliani abbiamo capito ciò che il regista voleva dire , attraverso i vari proverbi e detti tipici siciliani.

  16. inconcludente.
    tutto comincia, scene e dialoghi soprattutto, ma non finisce.
    Forse da per scontato che in Russia ha visto la fame e la povertà, ma in un film come in un libro, quando racconti qualcosa non devi dare le cose per scontato. Alle domande si risponde, anche per dare un senso al dialogo. se io chiedo ad un amico cosa ha visto in un viaggio in genere ottengo una risposta.
    La figlia critica il padre. Perchè? mi aspettavo un dialogo o che la figlia diventasse una contestatrice, invece nulla. Che risposta abbiamo alla domanda del giornalista Bova? Perché la mafia non lo fa fuori? (da pure uno schiaffo in piazza al boss).
    Tutti i personaggi entrano ed escono di scena senza un motivo plausibile, bova, l’amico socialista, lo stesso Lo Cascio.
    Ha voluto fare un racconto epico generazionale e ci È riuscito solo in parte.
    tutto È frammentario e lapidario, cosa che non avviene nei racconti generazionali, vedi i film di Coppola.
    Di solito non do retta a critiche e premi, ma se non ha vinto nulla un motivo ci deve pure essere.
    Salvo solo qualche Battuta e lo scenarrio.
    un film apprezzabile dai SIciliani e dagli Italiani, specie se vivono all’estero.

  17. @ sandro: Come siciliano sono terribilmente curioso di sapere come verrà accolto nella rassegna del “David di Donatello”. Se fossi nella giuria potrei solo segnalarlo per le scenografie e per la fotografia. Io ho visto il film in siciliano e posso dire che della saggezza siciliana c’è molto poco. Inoltre vengono messi in luce solo gli aspetti più grotteschi, peraltro con uno stile molto rozzo se confrontato con quello molto più raffinato dell’ Amarcord di Fellini e con lo stesso “Nuovo Cinema Paradiso”.

  18. Arrivo con un anno di ritardo, scusate, oggi ho visto Baaria più che visto l’ho vissuto. Vissuto perchè mi ha fatto rivivere uno spaccato di vita che non c’è più e lo ha fatto con una forte intensità emotiva, riuscendo a raccontare i luoghi e le persone così come non si riusciva più a vedere da molto tempo. Credetemi, non ho mai pensato di dover scrivere qualcosa su di un film, oggi è successo, ne ho sentito il bisogno.
    Per rispondere a Sandro vorrei far presente che nei films non tutto è dovuto non tutto deve essere visto o spiegato, si lancia un messaggio chi può lo recepisce altri non ce la fanno, e proprio li sta il bello ognuno vede in proprio, pensa in proprio e si emoziona in proprio.
    Se poi qualcuno crede sia un “chiavica”….degustibus…..

  19. ho visto ieri il film su Sky e mi ha deluso enormemente. Sembra più che altro un collage di ricordi del regista sul tempo che fu e sui personaggi che caratterizzavano la vita di Bagheria , nulla più. Una serie di scenette messe insieme da macchiette ma che non emozionano perchè il film, a mio avviso, non emoziona, è asettico, freddo, non spiega, non dettaglia, non fa introspettiva ma sciorina una serie di bozzetti da recita molto discutibili. Non si capisce se sia un film drammatico o comico. Tutto è toccato superficialmente. E poi le scene di massa, francamente sanno poco di naturale, di veritiero ma molto di un azione corale pre-ordinata quasi da recita scolastica. Bocciato senza appello

  20. D’accordo col Tuo commento Domenico.
    Ho anche sentito dire che è stato finanziato dall’unico gruppo che ha i soldoni.
    Cmqu scrivo pure che dà una confusione necessaria a ritrovare una regolata.. 😉

  21. @sandro, domenico e davide: concordo in pieno, risultati pessimi frutto di poche (o molte idee) sconclusionate e scollate tra loro. personaggi scarsamente caratterizzati, vicende non approfondite ma accennate poi lasciate a metà, audio e doppiaggio pessimi. fiorello che compare ogni 2 minuti senza che si capisca cosa dica, vorrebbe essere un tocco d’autore ma finisce ben presto col diventare grottesco. io non credo che uno come tornatore riguardando il film non possa non aver avuto le nostre stesse sensazioni.

  22. Il film l’ho visto ieri su premium.
    Come scenografia nulla da dire , la povertà di quei tempi era quella ben descritta e rappresentata; ma i suoi personaggi , le battute, sono solo viste secondo le convinzioni politiche del regista .
    Per esempio, il venditore di salsicce che prende in giro il federale Fascista “carne di porco ,sasizze con carne di porco” è irreale e pretestuoso .
    In primis perchè nessuno , ai tempi del consenso ( soprattutto un povero venditore di “sasizze”,) si sarebbe permesso o avrebbe avuto voglia di mettere in atto quella sceneggiata irreale in strada che, oltre ad andare contro il pensiero comune, legato al consenso degli anni 30 al fascismo, gli sarebbe costata la galera e il sequestro della preziosa merce .
    Stesso discorso al teatrante con il ritratto di Mussolini .
    Questa sembra una scena copiata dai film sul risorgimento in cui si prendeva in giro in teatro l’occupante Austria davanti ai suoi stessi generali .
    Assurdità raccontate che continuano a non voler ammettere e a nascondere l’innamoramento totale dell’italiano per il fascismo e il suo capo .
    Un attacco così chiaro alla figura del Duce in teatro, descritto nel film, non avrebbe fatto ridere nessuno , anzi .
    Un regista imparziale , avrebbe colto l’imbarazzo del pubblico e qualche grida di dissenso contro il teatrante ; in linea ai grandi tributi del 1937 verso il Duce nel suo viaggio in sicilia ; cioè quello che realmente pensavano gli italiani 1930 e dopo l’Etiopia e cioè che l’ Italia stava trasformandosi in grande potenza militare ed economica , grazie al Duce .
    E’ , come al solito , un tributo dovuto a sua maestà intellighenzia, di sinistra, che ancora purtroppo conta moltissimo in Italia .

    Per non parlare del messaggio che “Peppino” ci invia spesso ; cioè di una DC collusa con la mafia e con il malaffare, mentre il PCI no ; un PCI pulito ed ideale, fucina di grande benessere e di diritti .
    Bene, se effettivamente era quello che pensavano i militanti comunisti di allora e il regista ha fatto bene a mettere in risalto tutto ciò , egli ,tuttavia avrebbe dovuto mettere in risalto la contrapposizione di questo idealismo e la stridente realtà di quei tempi ; il pericolo corso dall’italia, fino a alla fine degli anni 70, di finire in braccio ai soviet grazie a questo cieco idealismo .
    Dal film è uscito l’ideale dei suoi militanti ma non la cruda realtà del comunismo, la sua menzogna e il baratro che per poco non risucchiava tutti gli italiani .
    Il messaggio di una DC ladra e mafiosa certo, ma unico baluardo a disgrazie e lutti notevolmente più gravi .
    Per la verità , solo alla fine, è uscita una frase sulla “realtà della grande russia in contrasto con i sogni vissuti”.
    Troppo poco per far giustizia .
    Salvatores è bravo ma troppo pronto a genuflettersi e a raccontare grosse amenità per compiacere i soloni della cultura di sinistra . Amenità che ormai hanno stufato ; sono 60 anni che non si riesce a raccontare la storia come deve essere raccontata !

  23. Film stupendo. Un gigantesco volo nella storia recente di un Italia defraudata del proprio futuro dal fascismo e non salvata dall’irrompere di nuove ideologie di liberazione. Un popolo affamato e uno stato assente nel sostenere il futuro delle nuove generazioni … assente in scuole inesistenti e/o classiste (divisione di censo tra chi è ricco e chi povero)… assente nelle manifestazioni contadine soppresse dalla mafia (e non solo) per la riappropriazione della terra permessa ma non realizzata dalla riforma agraria del dopoguerra … Un meraviglioso percorso tra ideali e retaggi culturali … tra fame di ribellione e magia !! Il volo iniziale del bimbo sul paese … sogni percorsi da pupazzi grotteschi e inumani ma al contempo che ricordano alcuni personaggi del paese … il fabbro “mostro-plebeo” (il popolo senza un linguaggio appropriato – vedi Don Milani!) che nasconde una mosca viva nella trottola per renderla magica …serpenti e uova rotte che ricordano disgrazia e morte (il primo figlio) …!
    Mi appare come una rivisitazione della storia del comunismo in Italia … rivisitazione nel senso buono del termine. La storia di una ideologia che si è infranta perché troppo lontana dalla storia di questa terra … perché fatta dalla fragilità umana che è corruttibile …. tanti eroi morti .. ma anche molti “riformisti” disponibili a guardare da un’altra parte .. il film termina con il protagonista bambino che ritrova, pur confuso da un paese che a stento riconosce (la chiesa), l’orecchino della figlia perso dopo un sonoro ceffone …… la purezza del fanciullo che ritrova il segno di un grosso errore che detta il fallimento della propria scelta di vita nel partito e quella di una idea!
    Il padre muore dicendo che la politica è bella … ma il popolo non ha ancora capito cosa è la politica e “tradisce” se stesso e il suo futuro!

  24. Ho visto baaria, mi è piaciuto, ma quello che il Tornatore voleva che trapelasse
    almeno è quello che io ho capito è ,che in Sicilia per dirla con la frase celebre di Lampedusa.: Se tutto deve rimanere com’è, è necessario che tutto cambi.
    Infatti alla fine il bambino si sveglia sono cambiati i tempi, ma tutto si ripete .
    Vorrei sapere se la mia analisi è giusta, oppure c’è un’altra verità che si deve
    capire.
    Ringrazio Francesca

  25. @ rosa:
    si, vorse voi siciliano l’avete capito, e il resto del mondo che deve fare??
    è un film solo per voi che potete capirlo o è per tutti?? io sinceramente penso che nel complesso non sia male, ma continuo a non capirci molto…

    sandro ha detto:

    inconcludente.
    tutto comincia, scene e dialoghi soprattutto, ma non finisce.
    Forse da per scontato che in Russia ha visto la fame e la povertà, ma in un film come in un libro, quando racconti qualcosa non devi dare le cose per scontato. Alle domande si risponde, anche per dare un senso al dialogo. se io chiedo ad un amico cosa ha visto in un viaggio in genere ottengo una risposta.
    La figlia critica il padre. Perchè? mi aspettavo un dialogo o che la figlia diventasse una contestatrice, invece nulla. Che risposta abbiamo alla domanda del giornalista Bova? Perché la mafia non lo fa fuori? (da pure uno schiaffo in piazza al boss).
    Tutti i personaggi entrano ed escono di scena senza un motivo plausibile, bova, l’amico socialista, lo stesso Lo Cascio.
    Ha voluto fare un racconto epico generazionale e ci È riuscito solo in parte.
    tutto È frammentario e lapidario, cosa che non avviene nei racconti generazionali, vedi i film di Coppola.
    Di solito non do retta a critiche e premi, ma se non ha vinto nulla un motivo ci deve pure essere.

    io sn d’accordo

  26. @ giorgio:
    Un film che non è altro che una sequenza di belle immagini di epoca….forse i siciliani ci si ritrovano perchè il loro cuore è lì…..ma chi non ha la loro fortuna
    vive annoiato e per nulla colpito dalla minima emozione……purtroppo Tornatore ha pensato a sè stesso……peccato.

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