Asian Film Festival 2011: premio alla carriera al regista Peter Chan

di Pietro Ferraro Commenta

Lo scorso 11 giugno a Reggio Emilia ha aperto i battenti la nona edizione dell’Asian Film Festival, quest’anno fino al 18 giugno oltre 30 le pellicole in cartellone provenienti da Cina, Giappone, Corea del Sud e Hong Kong, una retrospettiva dedicata al regista Peter Chan con la proiezione in anteprima di Wuxia aka Swordsmen e l’assegnazione al regista dell’annuale premio alla carriera, naturalmente immancabile il consueto punto sul cinema emergente di Malesia, Taiwan, Singapore e Vietnam.

Il direttore artistico del festival, Antonio Termenini ha presentato il programma del festival:

La Provincia di Reggio Emilia, Presidenza e Assessorato alla Cultura, hanno fortemente sostenuto il progetto di questa Rassegna di Cinema Orientale, che la Fondazione che dirigo propone assieme all’Associazione Cineforum Robert Bresson. Un festival cinematografico a Reggio Emilia è un evento di assoluta novità. Lo è tanto più in quanto porta in rassegna una produzione cinematografica di grande fascino e innovazione, oltre che di ricerca sapientemente radicata nella tradizione. La rassegna si inserisce in un percorso che la Fondazione ha intrapreso quest’anno, portando a Reggio Emilia la mostra sugli esordi artistici nell’ambito della fotografia di Stanley Kubrick (Visioni e finzioni, dal 7 maggio al 24 luglio) e che proseguirà con la  grande esposizione del Maestro giapponese Shozo Shimamoto, in programma a Palazzo Magnani il 24 settembre.

IL PROGRAMMA DELL’ASIAN FILM FESTIVAL

GIAPPONE

Il Giappone si segnala per la raffinata incursione nella famiglia disfunzionale di Household X del giovanissimo Yoshida Koki e l’emozionante confronto generazionale di Haru’s Journey del veterano Kobayashi Masahiro. Da non sottovalutare anche le gelide strade della vendetta di Cold Fish di Sono Sion, enfant terrible del nuovo cinema giapponese.

TAIWAN

Da Taiwan si segnala il ritorno di Chung Mong-hong con il suo The Fourth Portrait, un sentito ritratto di un ragazzino che deve confrontarsi con la morte del padre e il difficile processo di crescita. Ancora più attesa per When Love Comes, nuovo lungometraggio di Chang Tso-chi.

CINA

Dalla Cina spazio ai giovani apatici di Winter Vacation di Li Hongqi e alla nuova indagine esistenziale della promettente Li Yu di Buddha Mountain, reduce dalla controversia per il precedente Lost in Beijing, bandito dalla censura cinese…da segnalare inoltre il ritorno di un’autrice apprezzata come Clara Law, con Like a Dream.

COREA DEL SUD E SINGAPORE

Dalla Corea del Sud da non perdere l’intenso Dance Town, film indipendente di Jeon Kyu-hwan,  rappresentazione della solitudine di una grande metropoli come Seoul e dei suoi abitanti. In concorso anche l’ultimo film della hongkonghese Ann Hui, All About Love, profonda digressione sull’identità di genere e l’orientamento sessuale di due donne di mezza età. Per chiudere, una segnalazione per i giochi verbali e le astuzie retoriche dello spigliato White Days di Lei Yuan Bin, raffigurazione vitale dei giovani di Singapore

SEZIONE FUORI CONCORSO

Asian Film Festival presenta anche una nutrita sezione Fuori Concorso, dedicata ad autori già conosciuti, che quest’anno vedrà la presenza degli ultimi film di Kitano Takeshi, Miike Takashi, Hong Sang-soo, Tran Anh Hung e Chen Kaige, oltre a uno sguardo agli autori emergenti nella sezione Newcomers, con due pellicole inedite da Taiwan. L’attenzione è però anche e soprattutto alla retrospettiva, quest’anno dedicata a un autore eclettico e sensibile come Peter Chan, cui verrà consegnato il premio alla carriera. Peter Chan, autore di opere che hanno attraversato tutti i generi con sguardo personalissimo, dalla commedia al melodramma, dal musical al film storico, presentava quest’anno fuori concorso a Cannes il suo ultimo Swordsmen (Wu Xia), divertente mystery in costume che verrà proiettato in anteprima italiana al festival (fonte Il sole 24ore)

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