Abbasso l’amore: recensione

di Pietro Ferraro 5

New York 1963, la scrittrice proto-femminista Barbara Novak (Renèe Zellweger) ha una certa avversione per l’amore romantico, avversione che in realtà ha radici profonde e che decide di esprimere con tutta una serie di motivazioni in un libro dall’inquivocabile titolo Down with love.

Il libro in men che non si dica diventa un best seller, frotte di deluse in amore e casalinghe disperate si ritrovano nelle parole della bella barbara, che porta sempre  più in alto la bandiera dell’indipendenza emotiva e consiglia una certa aggressività con gli uomini.

La nostra eroina e baluardo di un femminismo in erba non ha però fatto i conti con l’amore vero, quello imprevedibile, quello che si scatena a prescindere e quando incontra l’affascinante Catcher Block (Ewan McGregor), esperto playboy, rischia di cadere nella sua rete, mandando a monte tutte le regole del suo prezioso manuale sull’amore.

Abbasso l’amore è una deliziosa commedia che ripercorre con successo sentieri già battuti e atmosfere che sono rimaste impresse nell’immaginario cinematografico di intere  generazioni, quelle stesse generazioni cha hanno amato il romance colorato, rassicurante e brillante di attori come Dorys Day e Rock Hudson.

Il film è un colorato e ironico confetto romance, pieno di sorrisi smaglianti, ammiccamenti, abitini e canzoni maledettemente perfette, una vera trappola per inguaribili romantici che riesce a conquistare senza troppo sforzo anche lo spettatore piu recalcitrante.

Parte del merito va attribuito sicuramente alla messinscena realizzata dal regista Peyton Reed (Ti odio, ti lascio, ti…, Yes Man), che sembra conoscere a menadito le comedy romance dell’epoca d’oro hollywoodiana e ci gioca con misura e anche un certo rispetto.

Renèe Zellweger sfoggia tutto il suo repertorio di faccette e mossettine intriganti che fanno tanto Meg Ryan, e viene ben coadiuvata da un divertito Ewan McGregor, i due sembrano divertirsi un mondo a interpretare questo  questo fumettone rosa e se poi vi aggiungiamo che si esibiscono anche in un romantico duetto musicale, beh allora il gioco è fatto,

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