50 volte il primo bacio, recensione

di Pietro Ferraro 2

Nella splendida cornice delle esotiche Hawaii il veterinario Henry Roth (Adam Sandler), impiegato in un locale parco acquatico in cui lavora insieme agli assistenti Ula (Rob Schneider) e Alexa (Lusia Strus), tra un paziente e l’altro è impegnato ad infranger cuori, almeno fino qunado in un caffè un bel giorno non incontra l’insegnante Lucy (Drew Barrymore) ed è amore a prima vista.

Tornato sul posto l’indomani per rincontrarla si accorge che la ragazza sembra non ricordare nulla ne del loro incontro ne tantomeno dell’appuntamento fissato per quel giorno, a far luce sul mistero ci pensa il proprietario del locale che spiega ad Henry che la ragazza soffre di una perdita di memoria a breve termine conseguenza di un incidente d’auto, tutto ciò che la ragazza ha fatto durante la giornata una volta trascorsa la notte viene cancellato, azzerando di fatto ogni recente ricordo immagazzinato dalla memoria, Henry compreso.

Gli amici e la sua famiglia, il padre pescatore e il fratello sportivo, cercano in ogni modo di proteggere Lucy da una verità che non solo la farebbe soffrire, ma di cui ad ogni alba perderebbe comunque la consapevolezza, quindi tutti si affannano affinchè l’ultimo rimasuglio di memoria di cui la ragazza fruisce, il giorno del compleanno del padre nonchè data dell’incidente, venga rivissuto da Lucy ogni singolo giorno della sua vita come se non fosse ancora trascorso.

Henry vorrebbe invece aiutare Lucy a superare il trauma e cercherà di volta in volta, contro il parere degli iperprotettivi familiari di lei, di modificare quel giorno minuziosamente ricostruito quotidianamente dal padre e dal fratello di lei, ma ciò sembrerà non sortire alcun effetto sulla memoria di Lucy.

Così mentre Henry compresa la gravità della situazione escogiterà di volta in volta modi diversi di incontrarla e conquistarla, un incontro casuale per ogni singolo giorno creando situazioni assurde per stimolare la memoria di lei, sarà purtroppo un evento del tutto casuale ed inaspettato a mettere la povera lucy di fronte alla dura realtà.

Il regista specialista in comedy Peter Segal, all’attivo per lui il demenziale Una pallottola spuntata 33⅓: l’insulto finale, torna a dirigere Adam Sandler dopo il discreto Terapia d’urto, confezionando stavolta una deliziosa commedia con due protagonisti affiatati e una storia che sfruttando elementi narrativi già utilizzati con successo nella comedy Ricomincio da capo con Bill Murray e nel thriller di Christopher Nolan Memento, li miscela in un’intrigante salsa romance con il supporto della premiata ditta Sandler/Schneider a compensare qualche fisiologico eccesso di zucchero.

50 volte il primo bacio funziona a dovere anche grazie alla splendida location e ad una comicità farsesca ben gestita all’interno di una storia che regala tenerezza e risate, oltre naturalmente ad una corposa, ma gradevole dose di romanticismo.

Note di produzione: nel cast insieme all’immancabile Rob Schneider anche Sean Austin, l’hobbit Sam Gamgee nella saga Il signore degli anelli e il veterano Dan Aykroid, nella colonna sonora del film anche la suggestiva cover di Somewhere Over the Rainbow nella versione dell’hawaiinao Israel Kamakawiwo’ole.

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