5 motivi per andare a vedere “Il lato positivo – Silver Linings Playbook”

di Cinemaniaco Commenta

Lasciamo da parte i numeri al Box Office, i nomi altisonanti e soffermiamoci sulla storia. “Il lato positivo” (titolo italiano che non rende onore all’originale “Silver lining playbooks”) merita di essere visto. Prendiamolo con un manuale di istruzioni per l’uso proveniente dall’America che fa scuola in fatto di cinema. Ecco i nostri motivi per andare a vederlo.

Uscito dall’ospedale psichiatrico dopo 8 mesi trascorsi in cura, Pat ha solo un obiettivo: vuole tornare in sesto e riconquistare la moglie Nikki. Una missione molto difficile da compiere, tuttavia, dal momento che Pat vive in casa con mamma e papà. Suo padre, persona molto particolare, ha perso il lavoro e si è dato alle scommesse. In più impone a Pat incontri settimanali con il dottor Patel.

Ma quello che sconvolge la vita di Pat è l’incontro con una giovane vedova, Tiffany, che ha alle spalle una dipendenza da sesso e psicofarmaci. In cambio della sua intercessione presso Nikki, Tiffany desidera che Pat le faccia da partner per un bizzarro concorso. Sono queste le linee guida de “Il lato positivo”, un film che ha riscosso molto successo in America e che ha ben figurato agli Oscar.

Vi diamo dieci motivi per andare a vederlo:

Il ruolo di Bradley Cooper

Ammettiamolo: non sarebbe facile per nessuno combattere per anni con l’immagine di nostra moglie (o nostro marito) che ci tradisce sotto la doccia. Pat  Solitano deve riuscirci. Pat è un ragazzo affetto da disturbo bipolare che combatte per rifarsi una vita dopo aver perso il controllo e scontato un ricovero in una clinica psichiatrica. Ad interpretarlo è Bradley Cooper. Il suo ruolo è stato definito “Il ruolo dell’anno”, per l’intensità e la capacità di passare dai sorrisi alle lacrime con naturalezza. Non è facile interpretare un ragazzo affetto da questi disturbi sullo schermo. Solo i grandi attori ci riescono e Bradley (che non per niente ha ricevuto una nomination all’Oscar) lo è.

La regia di David O. Russell

Questo è un film al quale il buon David teneva molto. Gran parte del successo già ottenuto lo si deve a questa sua capacità di portare sullo schermo una storia che, un pò, gli appartiene. Una storia che sente sua. A dire il vero, in gran parte l’ha mutuata dall’ottimo romanzo di Mattew Quick. Sopra ha costruito un impianto di immagini che emozionano. Scelte musicali e citazioni azzeccate completano un ottimo lavoro.

Robert De Niro

Basterebbe soltanto fare il suo nome per vederlo “all’opera”. A lui, David O. Russel ha affidato un ruolo molto particolare. De Niro, che interpreta il padre di Pat, oltre ad essere un maniaco del Football e delle scommesse, deve vedersela con il disturbo ossessivo-compulsivo del figlio. Un ruolo che lo ha responsabilizzato oltre ogni limite, dal momento che (nella vita vera, quella che il film riesce a raccontare con grande equilibrio tra dramma e commedia) il figlio di David O. Russel soffre di questo disturbo. Non è un caso che, durante la presentazione del film in un noto talk show americano, De Niro si sia emozionato al punto da scoppiare a piangere.

Lo ha fatto quando Katie Couric gli ha chiesto quanto fosse stato complicato calarsi in quel ruolo. Dal nostro punto di vista, dopo l’ottima interpretazione in “Stanno tutti bene”, ne “Il lato positivo” ritroviamo il De Niro dei tempi migliori.

Jennifer Lawrence 

Ha 22 anni. Classe 1990. Il suo, però, è un curriculum di tutto rispetto. Di recente ha aggiunto al suo palmares il Premio Oscar come miglior interpretazione femminile. Indovinate un pò per quale film?

Istruzioni per ricominciare a vivere

Pat e Tiffany sanno cosa vuol dire rialzarsi dopo che la vita ti mette al tappeto. Lo hanno provato sulla propria pelle e hanno trasformato quest’ultima in un’armatura di sorrisi e lacrime. Inossidabile, dura e fragile allo stesso tempo. Vengono da esperienze ‘estreme’, di quelle che non sempre puoi prevedere. Di quelle in cui entri un pò per caso, un pò per aver fatto scelte sbagliate, e non sai mai se e come ne uscirai. Pat e Tiffany hanno il volto della fragilità umana. Pat viene da otto mesi di clinica psichiatrica. Tornato a casa, malgrado la sua vita continui ad andare a rotoli, è in grado di vedere il cosidetto “risvolto positivo”, il “Silver lining”. Difficile, azzardato, quasi paradossale trovarlo. Ma la sfida vera si gioca tutta intorno a queste sensazioni. Tiffany è una giovane vedova dal passato difficile. Una che ha perso il marito e che ha una dipendenza da sesso e psicofarmaci. Per certi versi ha un profilo affascinante. Il nostro parere? Una così è meglio conoscerla che snobbarla.

Lungi da ogni moralismo, “Il lato positivo” insegna come tornare a vivere, prendendo spunto da chi poteva smettere di farlo e ha scelto di continuare a vedere il sole e non aggiungere ombre alle giornate uggiose.

 

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