2001: Odissea nello spazio, quel capolavoro scritto con Clarke

di Daniele Pace Commenta

Libro e film uscirono di concerto, nello stesso anno, e fu proprio Kubrick a cercare Clarke, nel 1964, parlandogli di una sua idea per una pellicola che riuscisse a parlare del rapporto tra umanità e universo.

2001: Odissea nello spazio è universalmente considerato un capolavoro e una svolta storica nel genere della fantascienza. Un film che affronta molte tematiche ben prima che la società iniziasse ad interrogarsi su alcuni problemi. Basti pensare al computer HAL e alle riflessioni sull’intelligenza artificiale, iniziate con questa opera d’arte con cinquantanni di anticipo rispetto ai nostri tempi.

2001: Odissea nello spazio – il monolite

I profani del cinema, ma anche molti esperti, ignorano però che la sceneggiatura fu scritta da Stanley Kubrick assieme a Arthur C. Clarke, uno dei mostri sacri della letteratura fantascientifica.

Arthur C. Clarke fu un grane innovatore del genere, un romanziere che usava la scienza per scrivere i sui libri, e che già negli anni ‘40 del secolo scorso si interrogava sui misteri dell’universo con metodologia scientifica. Era già famoso quando uscì Odissea nello spazio, e non a caso la sceneggiatura fu scritta assieme a Kubrick, tanto che nei titoli i due appaiono insieme.

Il romanzo e il film

Non solo i due scrissero insieme la sceneggiatura, ma in pieno accordo tra i due, nel contempo Clarke scriveva il romanzo 2001: Odissea nello spazio, il cui film ricalca il soggetto dello scrittore inglese.

Un soggetto ambientato nel futuro, ma soprattutto una riflessione sull’uomo e la sua presenza nell’universo, e il suo ruolo. Epocale la scena della scimmia che inizia ad usare le ossa come utensile, da cui parte il film e il libro per arrivare allo “scontro” tra uomo e computer, alla fine del film. Se da una parte si descrive il dominio tecnologico, dall’altra resta il mistero irrisolto rappresentato dal famoso monolite trovato sulla luna.

Chi ama Kubrick, ma non conosce Clarke, è caldamente invitato a leggere i libri di quest’ultimo, per capire perché il genio del cinema condivise e divise i meriti del suo film forse più famoso, con lo scrittore inglese.

Libro e film uscirono di concerto, nello stesso anno, e fu proprio Kubrick a cercare Clarke, nel 1964, parlandogli di una sua idea per una pellicola che riuscisse a parlare del rapporto tra umanità e universo.

Un lavoro enorme, che vide scrittore e regista uniti proseguire insieme per raggiungere un risultato straordinario. A quanto sembra, il telefono fu lo strumento usato tutti i giorni per confrontarsi, e scrivere insieme uno dei capisaldi dell’umanità.

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