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Jason Statham: un duro made in England

Di Pietro Ferraro, in Attori, Monografie.

Jason Statham è uno di quegli attori che nascondono un’autoironia a volte involontaria, a volte voluta, dietro una maschera da duro, una versatilità che i registi utilizzano nel migliore dei modi in action-movies con una forte connotazione comedy. Guardandolo non si può non pensare a Bruce Willis, il suo alter ego a stelle e strisce, molti connotati sia fisici che recitativi li accomunano, tra il serio e il faceto affrontano scene pericolose, inseguimenti mozzafiato e viaggiano di genere in genere trasformandosi da eroi per caso dalla battuta sempre pronta, ad armi inarrestabili che una volta innescate, solo i titoli di coda riescono a fermare.

Jason Statham nasce a londra nel 1972, padre cantante, madre ballerina, i genitori hanno l’abitudine di portarlo con loro durante le varie esibizioni e il piccolo Jason, come ogni star che si rispetti già mostra una spiccata predisposizione per il palcoscenico. Lo Showbiz attira non poco il giovane che comincia come modello in servizi fotografici e spot pubblicitari dove Statham può mostrare una certa fisicità e quell’aria da duro che contraddistinguerà tutti i suoi personaggi.

I suoi impegni artistici non gli impediscono di coltivare la passione sportiva e di partecipare come tuffatore alle olimpiadi di Seoul del 1988. Questo sport gli permette di potenziarsi e sviluppare un fisico potente, che l’attore non massimizza con la palestra rimanendo così un credibile ed umanissimo eroe d’azione, proprio perchè fisicamente non strabordante.

Guy Ritchie, regista inglese, fa di quest’attore il suo feticcio, lo inserisce in quasi tutti i suoi film, Lock and stock,The snatch: lo strappo, Revolver, commedie d’azione, in cui i dialoghi alla Pulp fiction fanno a gara con sparatorie ed inseguimenti, tutto è fumettoso, la violenza è iperrealistica, i dialoghi veloci e taglienti, e Statham si ritaglia frizzanti ruoli da commedia slapstick adattandoli a personaggi da fumetto Pulp.

Luc Besson con la sua Europa corp, dopo il successo della serie Taxxi, una miscela di humor demenziale ed action , produce i due Transporter dove Statham è un esperto autista prezzolato che lavora per la malavita, consegna misteriosi pacchi nel primo e fa l’autista privato nel secondo capitolo. Macchine da urlo, inseguimenti e scazzottate contraddistinguono la serie che nel secondo capitolo,Trasporter extreme, come dice il titolo stesso spinge il pedale sull’estremo trasformando il prototipo molto europeo del primo capitolo,in un action tipicamente americano, cartoonizzando personaggi e storia, questo estremizzare caratteri già  di per sè caricaturali porterà l’attore ad impersonare l’eccessivo personaggio del folle e frenetico Crank.

Finalmente la parentesi americana, Hollywood adocchia il burbero ragazzaccio e lo inserisce come caratterista in piccoli ruoli dove comunque Statham non passa inosservato, lo troviamo nel remake The italian job, nel sottovalutato western marziano Ghost of Mars di Carpenter, nel fantascientifico The one accanto a Jet Li, nel thriller Caos e nello splendido Collateral di Michael Mann.

Piccoli ruoli, che gli permetteranno di mostrare il carisma che lo contraddistingue e convincere i produttori ad affidargli parti più corpose a cominciare dallo spericolato e risoluto agente dell’FBI di Rogue il solitario nuovamente accanto a Jet Li, e nei panni del pilota costretto a scendere in pista per gareggiare all’ultimo sangue nel remake di un classico B-movie fantascientifico prodotto da  Roger Corman datato 1975, Death race.

Ormai Hollywood sembra conquistata, dopo la notevole gavetta Statham ha in cantiere una sequela impressionante di film, si comincia con il terzo capitolo di Transporter, il secondo di Crank, il thriller tratto da una storia vera The bank job, il videogame trasposto  su pellicola In the name of the king: a dungeon siege tale, diretto dal famigerato e controverso regista Uwe Boll, The brazilian job sequel di The italian job e 13, remake di un originalissimo thriller d’autore.

Ormai lanciatissimo, Jason Statham si gode i frutti di un lungo lavoro, noi gli facciamo i nostri migliori auguri ed esprimiamo un desiderio, speriamo di vederlo presto nei panni del famoso agente segreto 007, dopo il bravissimo Daniel Craig potrebbe dare ulteriore vitalità al grande James Bond.



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10 Commenti Scritto da Pietro Ferraro
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Sono stati scritti 10 commenti su "Jason Statham: un duro made in England"

  1. [...] Race (Azione/Thriller, diretto da Paul W.S. Anderson, con Jason Statham, Joan Allen, Ian McShane, Tyrese Gibson, Natalie Martinez): nel futuro i detenuti si scontreranno [...]

  2. Blogring per jason…

    Blogring per jason…

  3. [...] banda formata da Rob (Jason Statham), Lyle (Seth Green), Left ear (Mos Def), Wrench (Franky G) e lo stesso Charlie si unisce la figlia [...]

  4. [...] In the name of the King: il regista più odiato dai videogiocatori, Mr. Uwe Boll mette le mani sulla trasposizione di un gioco di ruolo molto amato, critiche a pioggia e videogamers infuriati, qualcuno fermi Boll! Dal 27 Febbraio 2009 nei cinema italiani, protagonista il roccioso Jason Statham. [...]

  5. [...] fattore (Jason Statham) è un orfano tirato su da un intero villaggio e diventato un ottimo contadino ed un felice padre [...]

  6. [...] gli interpreti una rediviva Kim Basinger bellissima ed intensa, un cattivissimo Jason Statham ed un grande attore come William H. Macy, insomma un bell’investimento di talenti che [...]

  7. [...] ed iperbolico action alla regia i fratelli Wachowsky, lo stesso anno vedremo anche il detenuto Jason Statham correre per la propria vita e quella della sua bambina in una corsa all’ultimo sangue in [...]

  8. [...] Martin (Jason Statham) è un ex-trasportatore prezzolato, ora autista di una grossa persoanalità della narcotici di [...]

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