I volti di Thomas McCarthy
Thomas Joseph McCarthy è un attore e regista americano classe 1966. Esordiesce nel mondo dello spettacolo negli anni Novanta, “saltando” in modo alternato dal cinema alla televisione. Inizialmente attore, lo abbiamo visto tutti in tanti film famosi, anche se non sempre in primo piano.
Dopo essersi diplomato nel 1988 presso la New Providence High School a New Providence, nel New Jersey, Thomas ha frequentato il Yale School of Drama. Presto iniziano le sue apparizioni sul grande schermo che, in un crescendo di successo, lo porteranno, in questi ultimi anni, alla regia.
Vi ricordate ad esempiodi Brad, nel film 30 Days, del 1999? Oppure preferite figurarvelo come il Dr, Bob Bank di Ti presento i miei. Nel 2005 lo troviamo due volte a fianco di George Clooney , ora impegnato nella realizzazione del film Good Night, and Good Luck, nel ruolo di Palmer Williams, e successivamente nel bellissimo Syriana.
Si fa presto arrivare al presente, passando per Tutti gli uomini del re, lo vediamo in Baby Mama e lo attendiamo in Mammoth. Inizia nel contempo la sua attività di regista, dalla quale scaturiscono The station Agent e L’ospite inatteso.
Il primo ha vinto il BAFTA per la migliore sceneggiatura e l’Independent Spirit Award for Best First Screenplay e ancora l’Independent Spirit John Cassavetes Award. La sua seconda opera da regista è stata proiettata in anteprima in occasione del Toronto International Film Festival.
Tra le apparizioni di Thomas McCarthy citiamo ancora Crossing the Bridge, Conspiracy Theory, Prison Song, Mary & Tim e molte altre al cinema, in tv e in teatro.
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Scritto da Enrico.Nanni
















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[...] Tom McCarthy (The station agent) è un anfitrione coi fiocchi, ci accompagna per mano e in punta di piedi attraverso un racconto dai toni sommessi, ma forte di grandi contenuti e ricco di sentimenti che arrivano dritti al cuore, sentimenti capaci di scorciatoie sorprendenti, e continuiamo a stupirci ogni volta scoprendo come la vita reale, dolce a amara al contempo ci travolga con i suoi racconti privi di qualsivoglia edulcorata distrazione. Bravissima, ma ce lo aspettavamo, Hiam Abbass (Mouna), Richard Jenkins strepitoso, la nomitation all’Oscar è strameritata, questo attore rimane uno di quei volti noti che tutti ricordano, ma che nessuno riesce ad accostare ad un nome e cognome, un caratterista nel senso più nobile del termine, già apprezzato in decine di pellicole dai cast stellari, sempre pronto a caratterizzare figure di contorno con una professionalità che definire ammirabile è il minimo. dando ad ognuno di quei personaggi una caratteristica che li renda fisicamente memorabili, lo ricordiamo in Hanna e le sue sorelle, Wolf, The core, Shall we dance… e potremo continuare all’infinito. Non dimentichiamo infine la musica, perchè L’ospite inatteso è anche grande musica, Jan Kaczmarek sottolinea la rinascita di Walter Vale e il suo lento ridestarsi alla vita con una delicata scorribanda etnica, tra percussioni, Tarek insegna al professore a suonare il tamburo africano e quest’ultimo si innamora di questo strumento da cui non si separerà più, ma anche armonie raffinate e mai invadenti, che fanno da cornice alle affascinanti protagoniste femminili. Tutto in questo film funziona, e non manca certamente lo spessore della denuncia sociale e della paura del diverso, che in un America post-11 Settembre crea deformità istituzionali e legislative che inquietano. Tutto questo, e tutto quello che riuscirete a cogliere lo trovate in questo film, sorprendente e inatteso come l’ospite del titolo. [...]