Harry Potter e il calice di fuoco, recensione

di Pietro Ferraro 7

harry_potter_and_the_goblet_of_fire_ver7Dopo una spettacolare parentesi sportiva con il torneo mondiale di Quidditch al quale Harry (Daniel Radcliffe) assiste in compagnia dei suoi due inseparabili amici Ron (Rupert Grint) ed Hermione (Emma Watson) , è il momento di tornare tra i banchi di scuola di Hogwarts ed iniziare un altro impegnativo anno di studio.

L’anno comincerà con qualcosa di veramente sorprendente, sembra che si stia per svolgere un torneo tra i rappresentanti più forti di tutte le più importanti scuole di magia, tra queste Hogwarts deve ancora scegliere il suo rappresentante, ma per motivi di età Harry verrà preventivamente escluso dalla selezione.

Così mentre per vincere il torneo Tremaghi e il titolo di miglior scuola di magia vengono selezionati Viktor Krum di Durmstrang, Fleur Delacour di Beauxbatons e per Hogwarts lo studente Cedric Diggory (Robert Pattinson), inaspettatamente dal magico calice di fuoco viene estratto un quarto nome, quello di Harry Potter.

In questa quarta puntata della fortunata saga la regia passa al veterano classe 1942 Mike Newell (Donnie Brasco, L’amore ai tempi del colera), il look dark della seconda puntata si accentua leggermente, come la fotografia che si incupisce presagendo in qualche modo lo stile che la saga svilupperà nei capitoli a venire.

Harry potter e il calice di fuoco è decisamente superiore per ritmo e trama al suo predecessore La camera dei segreti, il torneo Tremaghi con tanto di abilità magiche utilizzate in competizione, danno un bel pò di pepe alla trama, per il resto la ricetta rimane la medesima, sempre e comunque avvincente.

Da notare in questa puntata un utilizzo più massiccio degli effetti speciali e la notevole qualità di questi ultimi, che riescono a dare ad uno dei capitoli piu visivamente suggestivi dell’intera saga un bel tocco fantasy notevole, come dimostrano le spettacolari sequenze dell’arena del  drago o l’iperadrenalinico incipit a base di Quidditch.

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