Zathura-Un’avventura spaziale, recensione

di Pietro Ferraro 2

 Il piccolo Danny (Jonah Bobo) sembra annoiarsi molto, e di certo il fratello maggiore Walter (Josh Hutcherson) non sembra proprio aiutarlo in questo frangente, mentre il piccolo cerca di coinvolgerlo in qualche fantasiosa avventura a due, Walter sente che i giochi con il fratello non hanno più il fascino di una volta.

Così Danny esplorando la cantina in cerca di qualche cosa di interessante con cui giocare incappa in Zathura, un vecchio e impolverato gioco da tavolo meccanico, subito colpito dall’invitante confezione che promette meravigliosi e perigliosi viaggi intergalattici, il ragazzino lo porta in soggiorno e dopo aver tentato invano di coinvolgere il fratello in una partita, lo aziona.

Non appena la pedina caricata dal gracchiante meccanismo a molla supera la prima casella, per i due ragazzi e la sorella maggiore Lisa (Kristen Stewart), comincerà un’avventura più pericolosa e incredibile di quello che ci si poteva aspettare, la loro casa verrà catapultata in un viaggio spaziale, tra incontri molto ravvicinati con alieni, robot killer, meteoriti ed un astronauta, che si rivelerà un giocatore rimasto imprigionato all’interno del gioco, che gli consiglierà di portare a termine la partita, onde evitare che il loro viaggio diventi perpetuo.

Secondo film basato sui romanzi per ragazzi di Chris Van Allsburg dopo il campione d’incassi Jumanji, stavolta alla regia Jon Favreau (Iron Man) e al posto della misteriosa giungla con fauna in fuga, c’è un viaggio spaziale che trasforma un’intera abitazione in un’astronave pronta ad affrontare  un movimentato viaggio attraverso un’intrigante ambientazione vintage che omaggia i B-movie fantascientifici anni’50, con tanto di viscidissimi alieni e robottoni alla Pianeta proibito.

Se per i più piccini Zathura-un avventura spaziale potrebbe rivelarsi emotivamente troppo carico, e i più grandicelli potranno trovare interessante l’avventurosa ambientazione, saranno soprendentemente gli adulti amanti della fantascienza classica a ritrovare con piacere una certa atmosfera ed un look retrò, che fa di questo film, decisamente superiore al suo fracassone predecessore, un viaggio attraverso ricordi infantili fatti di balocchi di legno ed entusiasmanti incursioni in polverose soffitte all’insegna della più sfrenata fantasia, lontana anni luce dall’intrattenimento ludico, da fast food ipertecnologico di ultima generazione.

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