Cash: recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 3

Cash è un truffatore gentiluomo, elegante e raffinato, che alla morte del fratello decide che qualcuno dovrà pagare per l’accaduto e organizza così un piano per trafugare una valigia piena di diamanti.

Il lavoro sarà complicato e decisamente rischioso, ma non è il rischio il sale di ogni buona truffa? così Cash inizia l’iter con la pianificazione, gli escamotage, le esche e la costruzione di labili ma necessarie alleanze.

Nel frattempo avviene un piccolo imprevisto, la conoscenza del futuro suocero, che sembra aver attirato l’attenzione di una determinata e volitiva agente dell’Interpol, tutta questa attenzione non fa certo bene al piano che comincerà a mutare seguendo l’evolversi degli avvenimenti.

Comincia così il gioco delle parti, tra cambi di fronte, alleanze che saltano, altre che si consolidano, tra schermaglie amorose, raffinate location e una buona dose di humour.

Il problema di un film di questo tipo è proprio il genere a cui fa riferimento, che è ricco di cult e classici che hanno molto ben rappresentato la categoria negli anni lasciando poco spazio a vere sorprese o a script che spiazzino piacevolmente lo spettatore.

Consapevole di questo il regista Eric Besnard si affida a due protagonisti decisamente carismatici,  un Jean Reno che ormai sembra innestare una sorta di pilota automatico che lo rende malleabile e adatto ad interpretare villain, eroi e buffoni con un invidiabile nonchalance, e Jean Dujardin, il Cash del titolo, attore molto noto in Francia, meno da noi, ma che risulta simpaticamente sbruffone quanto basta a renderlo credibile nel suo ruolo.

Il resto è una serie di avvenimenti modereratamente brillanti che però scorrono sullo schermo troppo prevedibilmente, non lasciando nessuna traccia, nonstante lo script tenti volenterosamente di sparigliare a più riprese le carte, instillando dubbi e regalando certezze da utilizzare a fine corsa a proprio piacimento.

Cash è un divertissement a tutto tondo che non graffia, che lascia  soddisfatti per la bella confezione e meno per il contenuto, e come la classica cravatta regalata a Natale, cambi il pacchetto, cambi il colore, magari il tessuto, ma sempre della solita cravatta si tratta.

Commenti (3)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>