L’arte della guerra: recensione

di Pietro Ferraro 5

L’arte della guerra di Sun Tzu è un vero e prorio manuale su tattica e strategia militare, scritto in Cina tra il quinto e il sesto secolo, vera perla di saggezza e per molti filosofia di vita, a cui il nostro eroe, l’agente Neil Shaw (Wesley Snipes)  ha deciso di trarre ispirazione per il  suo lavoro.

Shaw è un perfetto 007, addestrato ad infiltrarsi e sottrarre informazioni, lavora per il governo e suo malgrado si troverà coinvolto in un complotto internazionale di proporzioni globali.

Tutto ha inizio con la scoperta di alcuni container nel porto di New York contenneti i corpi senza d vita di alcuni rifugiati politici a cui seguirà l’omicidio dell’ambasciatore cinese arrivato alle nazioni unite per un importante vertice internazionale.

Shaw sarà accusato dell’omicidio, comincerà cosi una serrata caccia all’uomo che lo vedrà raccogliere indizi e schivare pallottole per dimostrare la propria innocenza, unica alleata una bella traduttrice in forza alle Nazioni Unite.

Thriller-action visivamente sorprendente, il regista Pierre Gill ha trascorsi come direttore della fotografia e si vede, suggestivo l’uso di luci e location. Certamente il film cerca di distaccarsi dalla solita trama da picchiaduro per dare spessore da spy-story al tutto, perdendo colpi purtroppo proprio nel ritmo, che in prodotti del genere è qualità indispensabile.

Comunque il film fa il suo dovere, grazie anche al carisma del roccioso protagonista, alle location e ad alcune sequenze particolarmente riuscite come lo spettacolare incipit stile Bond.

Tirando le somme, ci va di premiare un prodotto anomalo per il genere che cerca di miscelare thriller e spy-story al solito action fracassone, elegante e ben girato, il lato tecnico ineccepibile rimane uno dei suoi punti di forza, un pò prevedibile in alcuni punti lo script, ma se ce ne accorgiamo vuol dire che lo script c’è, e non è solo una  sterile sequenza di scazzottate e sparatoria inframnezzate dalla bellona di turno.

L’arte della guerra nonostante gli evidenti difetti rimane un prodotto godibile, che cerca di andare oltre la bella confezione non riuscendovi pienamente, ma rivelandosi senza alcun dubbio un discreto thriller-action.

Commenti (5)

  1. SUN TZU era cinese !!!!!

  2. @ ste:
    Errore corretto, grazie per la segnalazione, magari se ti va lascia un commento sul film, un saluto.

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