Jumanji: recensione

di Pietro Ferraro 7

Dopo un prologo nel passato che ci mostra una misteriosa cassa ed un altrettanto misterioso gioco da tavola dai magici poteri, siamo nel presente e seguiamo le peripezie di due ragazzini, Judy e Peter, che rimasti orfani vanno ad abitare con una zia in una grande e antica villa.

Durante l’esplorazione della nuova casa, i due fratellini si imbattono in una vecchia e polverosa soffitta piena di cianfrusaglie, tra queste una strana scatola contenente un gioco da tavola chiamato Jumanji, la confezione promette un’avventura indimenticabile e i due ragazzini iniziano a giocare.

La promessa viene mantenuta e già dal primo lancio di dadi il gioco sembrerà prendere vita e terremoti, uragani e animali feroci invaderanno prima la casa e poi l’intera città, fino alla comparsa di uno strano tipo sbucato dal gioco, che racconta ai ragazzini della sua prigionia durata ventisei anni e di come mettere fine alla magica scorribanda.

Discreto family-movie che non manca di un suggestivo appeal visivo, gli effetti speciali all’epoca dell’uscita del film, era il 1995, erano considerati all’avanguardia e ancora oggi hanno un loro fumettoso e intrigante fascino.

Ci sarà da divertirsi, non vi è dubbio, vista la mole e la frenesia della pellicola che diventa un simpatico e rutilante tour de force visivo che non mancherà di coinvolgere e divertire i più piccini.

Il film nonostante questo manca di qualcosa che lo renda davvero memorabile, tutto è ben svolto, ottimi interpreti, la piccola Judy è interpretata dall’attrice  Kirsten Dust, la futura fidanzata dello Spiderman cinemtografico, forse la colpa è in una certa linearità ed eccessiva semplificazione dello script che si abbandona troppo agli effetti speciali, tralasciando in parte cadere l’intrigante spunto iniziale e mancando di caratterizzare in modo adeguato i personaggi.

Comunque alla fine il film si lascia guardare, e si rivela un adeguato divertissement indirizzato in particolar modo ai più piccini. Jumanji, tratto da un racconto per bambini dello scrittore americano Chris Van Allsburg, ha avuto  nel 2005 una sorta di sequel, Zathura-un’avventura spaziale, con un cast diverso e un diverso gioco da tavola, stavolta ambientato nello spazio, sequel notevolmente superiore all’originale e da riscoprire.

Commenti (7)

  1. Quando uscì i miei nipoti impazzirono, non so quante volte lo videro. Film grazioso che ha una interessante doppia chiave di lettura 😉

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