Woody, recensione in anteprima

di Felice Catozzi 1

Come si costruisce una carriera di successo longeva e che permetta di accedere all’Olimpo degli Artisti, i veri Artisti indimenticabili che titoleranno strade,licei e biblioteche? Come si mostra al mondo il proprio talento naturale altresì detto genio? Woody porta sotto i riflettori la storia di Woody Allen e le sue mille velleità artistiche, tutte incomplete e per questo uniche e affascinanti.

A pensar di andare a vedere un film sulla vita di Woody Allen, non si può semplicemente pensare se l’artista piaccia o no (in molti non sopportano, non capiscono o semplicemente non si fanno prendere dal suo humour), ma il documentario diretto da Robert Weide -che uscirà al cinema dal prossimo venerdì- comincia dall’infanzia e dai primi ingaggi professionali da un Woody adolescente, quando scriveva barzellette per comici e quotidiani.

Allen ha vestito molti abiti: autore televisivo negli anni ’50 e ’60, cabarettista, comico e ospite di talk show televisivi, fino a quello di acclamato sceneggiatore e regista con una media di un film all’anno per più di 40 anni; inoltre, irrimediabilmente si affronta la sua vita personale e sentimentale, con un’intervista allo stesso protagonista che dona alla pellicola veridicità senza la stucchevolezza del mero omaggio al genio.

Ciò che si evince da Woody è che Allen è un anticonformista ed è l’antitesi del personaggio televisivo, dell’attore e regista di cinema, vulnerabile al dubbio e alla miscredenza del mondo e ateo per eccellenza: non crede in Dio, al giudizio della critica, al seguito del pubblico, ma spera fortemente in tutto ciò e lascia loro la possibilità di essere liberi e interpretare a proprio piacere le sue opere, le sue riflessioni, il suo essere artista e uomo.

Si percepisce inoltre che essere un genio per Woody Allen non vuol dire brillare per le proprie doti naturali, ma indagare nel buio e nel mistero che ogni essere umano possiede e scavare, conoscere, indagare e porsi domande: Woody non è un riflettore puntato sull’artista ma, piuttosto, un viaggio dentro il buco nero di un uomo che indaga da quando ne ha avuto la possibilità (fin da bambino, a circa 6 anni d’età), in un viaggio misterioso nella vita circondato di luce e arte, ma puntando sempre verso l’oscurità per svelare il suo eventuale contenuto – pieno o vuoto non importa.

Prodotto da Whyaduck Productions, Rat Entertainment, Mike’s Movies e Insurgent Media in associazione con THIRTEEN’s American Masters per WNET (American Masters è una serie di successo trasmessa per la PBS negli Stati Uniti e Woody inizialmente era un documentario in due parti di 195 minuti), Woody arriverà in Italia dal prossimo 21 settembre.

 

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