Ecco perché Hollywood ha scelto Muccino

di Redazione Commenta

Gabriele Muccino rassicura la stampa. Il ‘suo’ Quello che so sull’amore non sarà un flop. La critica americana non ha visto di buon occhio la sua nuova opera, ma Muccino può contare sulla fiducia degli uomini che lo hanno scelto per guidare la nave che dagli Usa ha portato il film in Italia.

Lo sponsor principale di Muccino? Sicuramente Jonathan Mostow, produttore della pellicola, che racconta: “Quando abbiamo cominciato a riflettere sul regista, ci siamo messi alla ricerca di qualcuno che fosse in grado non solo di raccontare il lato comico della storia ma anche quello più commovente. Si tratta di un’opera certamente molto divertente ma al tempo stesso è un film che tenta di trasmettere un messaggio forte riguardo all’essere genitori e soprattutto padri.”

Così, il cerchio dei concorrenti alla sedia che guida le macchine da presa si è ristretto. Aggiunge Mostow: “Cercavamo un regista che avesse già raccontato sul grande schermo storie toccanti e commoventi e che fosse in grado di combinarle in maniera perfetta e impercettibile con i toni della commedia realizzando un film coeso, e molto divertente.”

Tra i primi ad approvare la scelta di Muccino figurano Gerald Butler e Alan Siegel. Butler ha affermato: “Conoscevo Muccino da un po’ e soprattutto amavo i suoi film, in particolare quelli italiani perché sono pieni di energia, ritmo, azione; grazie a questo mix Gabriele riesce a andare veramente a fondo dei personaggi e a conoscerli bene. E’ per questo che ho pensato che sarebbe stato il regista ideale per dirigere Quello che so sull’amore”.

E Gabriele Muccino? Cosa ne pensa di cotanta stima? Ecco come ha vissuto lui i giorni dell’arruolamento:

“Quando sei alla ricerca di un progetto cinematografico, di un film da dirigere, ti capita di concentrarti su un certo numero di sceneggiatura e di cominciare a girarci intorno. E alla fine, dopo averci ragionato un po’ su, scegli sempre quella che parla più direttamente al tuo cuore. Non dico che debba necessariamente essere un qualcosa di autobiografico, ma deve contenere qualcosa che la tua sensibilità sappia riconoscere immediatamente o almeno io devo capire immediatamente quale è l’obiettivo del film.”

Tutto è diventato più facile dopo aver letto il copione. Muccino ha scelto di incontrare Gerard Butler per discutere con lui la maniera migliore di realizzare il film. Una cena, due chiacchiere, un buon scambio di visioni sul film, qualche complimento reciproco e tanta diplomazia. Dal giorno dopo erano a lavoro con il comune intento di portare sul grande schermo una storia toccante e bella. Per Butler sono “due cose che Gabriele sa fare bene”.

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