Uomini di parola, recensione in anteprima

di Cinemaniaco Commenta

Il ritorno di Al Pacino, in compagnia di Christopher Walken per la regia di Fisher Stevens. Storie di ex gangster che ora fanno i gagster, sullo sfondo di un'America desolata e mai così tristemente reale. Un regista amante dei documentari dirige alcune vecchie glorie, ma non sempre la trama sembra faccia al caso loro.

Le cose? Non è mai troppo tardi per sistemarle. Ecco, più o meno, la frase recitata dal claim di lancio sul manifesto di “Uomini di parola”. Al Pacino è tornato, in una pellicola che mescola una sottile ironia ad una fiducia nelle seconda possibiità della vita.

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Un film ‘estivo’, diretto da un regista di documentari che si diletta anche nel ruolo di attore. Pochi effetti speciali, poco ‘fisico’, molte idee e un cast formato da ‘vecchie glorie’ della settima arte.

Non sempre questi ‘Signori’ del cinema sono a proprio agio con la trama. Difficile, infatti, immaginare Al Pacino alle prese con un’overdose di Viagra. Eppur succede. Succede soprattutto nei tempi in cui il cinema è figlio di strani colpi di scena.

Tuttavia, sono dettagli di un film che affronta la realtà nella sua durezza e nella sua integrità.

Vecchie glorie

Uomini di parola” è un film in cui ci sono i cattivi che fanno i cattivi senza sconti. Un film in cui i fuorilegge vivono nel lusso.

Realtà, molta, mischiata a un pò di azione che non guasta mai. In qualche modo il film fornisce anche una sua visione intimista, all’insegna della malinconia. C’è un buon ritratto della vecchiaia. Buono perché veritiero, pregno di quell’amarezza che tante volte contraddistingue la terza età. Non tutti gli anziani sono saggi e in pace col mondo. E il film ce lo ricorda.

Al Pacino torna, si diceva prima. Lo fa in coppia con Christopher Walken, protagonista del film. Proprio Walken offre alla pellicola un’ottima spinta verso l’alto. L’attore fa della sobrietà e della pacatezza le sue armi per sollevare la pellicola.

E poi c’è Alan Arkin, in versione ‘allegra’. Divertente, seduttivo, paradossalmente tenero.

Lo scenario

“Uomini di parola” è uno spaccato dell’America di oggi. Palazzi fatiscenti, appartamenti con luci soffuse nei passifondi, morale non sempre alto. Gangster che giocano a fare i gagster per poi tornare ad essere eroi, e che stanno ‘al giro’ per un tozzo di pane o poco più. E’ finita l’era dei grandi colpi. Ora è tanto se questi ‘vecchi signori’ riescono a scassinare una farmacia e andare presto a infilarsi sotto le coperte.

Il giudizio del CineManiaco

Una sceneggiatura ben scritta che strizza l’occhio al teatro. Un ottimo colpo d’occhio nei confronti del reale e della società. Un’America triste ma infinita. Un mondo che emana dure leggi. Tre attori che ormai non hanno nulla da dimostrare e che più volte devono guardarsi bene da ciò che gli viene proposto, onde evitare di perdere la faccia. Per certi versi, Al Pacino ha corso questo rischio lungo l’inizio di questa pellicola. Non è completamente a suo agio, se non in un finale in cui torna a fare l’eroe. A far tornare il film sulla retta via ci pensa l’ottimo Christopher Walken.
Voto: 6,5

Scheda del film

GENERE: Azione, Commedia
ANNO: 2013
REGIA: Fisher Stevens
ATTORI: Al Pacino, Christopher Walken, Alan Arkin, Vanessa Ferlito, Julianna Margulies

Trailer

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