Un genio in pannolino, recensione

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La dottoressa Elena Kinder (Kathleen Turner)  in combutta con il suo socio Heep (Christopher Lloyd), mascherando la loro vera attività dietro la facciata della multinazionale Babyco, specializzata in prodotti per l’infanzia, cercano di ricreare in laboratorio il Baby talk, un dispositivo che attraverso il gene di un bambino manipolato in laboratorio rivelerebbe loro il segreto della vita e dell’universo.

I bambini manipolati, veri geni in fasce, dovrebbero regalargli grandi conoscenze e il potere assoluto, insomma i due sono due cattivissimi e pazzoidi da manuale, ma ogni cattivo che si rispetti ha la propria controparte fatta di integrità e buoni sentimenti, in questo caso la parte buona di Elena è la nipote Robin (Kim Cattrall) che con suo marito Dan gestisce un asilo e con il quale condivide la teoria che i bambini nascondano una saggezza e una conoscenza universale, che però svanisce quando questi ultimi compiono il secondo anno di età, venendo pienamente a contatto con il mondo degli adulti.

Il piano di Elena però ha una falla, la falla in questione è il piccolo e geniale Sly, separato alla nascita dal suoi gemellino Whit, che al momento vive con Robin e Dan. Quando Sly fugge dal laboratorio, i due gemelli si scambieranno i ruoli mischiando notevolmente le carte in tavola e scombinando così gli ambiziosi e malvagi piani della bieca Elena.

Il regista Bob Clark, un vero artigiano della mecca del cinema, dal suo esordio nel 1972 con l’horror La morte dietro la porta, ha negli anni a seguire toccato quasi tutti i generi, dal thriller con l’ottimo Black Christmas alla comedy demenziale con la serie Porky’s, sforna in questo caso un family-movie assolutamente innocuo e con un talentuoso cast di veterani.

Il film diverte, certo siamo nei canoni del genere, anzi forse anche un tantinello sotto la media, ma la confezione degna di nota e due villain del calibro di Kathleen Turner e Christopher Lloyd, nonchè la presenza di un veterano come Dom DeLuise, danno a tutta l’operazione una marcia in più sollevandolo, anche se di poco, dalla mediocrità di prodotti analoghi.