Ultracorpo, recensione del nuovo corto di Michele Pastrello

di Pietro Ferraro 4

Oggi per lo spazio corti vi proponiamo Ultracorpo, il nuovo lavoro di Michele Pastrello autore di video musicali e pluripremiati cortometraggi come 32 e Nella mia mente, già con i due lavori appena citati Pastrello palesava un iter narrativo particolarmente incline all’introspezione psicologica e all’utilizzo di metaforiche venature horror, elementi che in Ultracorpo vanno definendo ulteriormente uno stile ed un personalità decisamente originali.

Ed è nel cinema di genere che Pastrello stavolta pesca a piene mani, citando apertamente l’ansiogeno cult del ’56 di Don Siegel L’invasione degli Ultracorpi, pellicola che anticipava in formato sci-fi le inquietudini da Apocalisse antropofaga de La notte dei morti viventi di George A. Romero.

Ultracorpo si apre con edipiche reminiscenze infantili e prosegue descrivendo in una cupa e inquietante ambientazione metropolitana, l’evolversi di un malessere che presto si manifesterà in tutta la sua patologica e compulsiva ossessione sessuale con un raptus di violenza, mostrando non solo a noi spettatori, ma anche al protagonista stesso il corpo estraneo che ne ha eroso lentamente la realtà percepita.

Pastrello rilegge ansie e paura del diverso, esplorando l’omofobia attraverso il lento sgretolarsi di una personalità disturbata in cerca di un innesco emotivo che la faccia esplodere e lo fa con sorprendente eleganza, splendido l’onirico incipit ed efficace la sequenza di nuovo onirica del contagio, anche nel cult di Siegel la replica dei corpi avveniva durante il sonno, la notevole fotografia di Mirco Sgarzi e un cast di livello regalano all’insieme coesione narrativa e una visionarietà mai gratuita, che mantiene la narrazione ben ancorata alla realtà del contesto e soprattutto del messaggio che si intende veicolare.

Ultracorpo è un ennesimo passo in avanti per Michele Pastrello e rappresenta in toto ciò che ci si aspetterebbe da un talento in divenire, un’impronta visiva che va sempre più definendosi e che ha ancora molto da raccontare.

In coda al post un estratto della trama e il trailer ufficiale del film, ulteriori informazioni sul sito ufficiale del regista www.michelepastrello.it.

Il mio nome è Umberto. E sta succedendo qualcosa in me. Sì, c’è qualcosa che non va. Non ho un soldo in questi tempi di crisi, vivo in una vecchia casa che mi ha lasciato mia madre e devo accettare qualsiasi sporco lavoro pur di non sprofondare. Ma lì, in quel cesso di posto non dovevo andarci, non dovevo accettare. Maledetti soldi. Ora sono qui, con lui. No, ora se n’è andato, ma sento che i suoi occhi continuano ad osservarmi. Ce ne sono altri come lui in giro, ti attraggono a loro, l’ho capito ora ma non mi faccio ingannare. Sento che vuole il mio corpo: sento che può entrare. E’ un incubo. Devo rimanere sveglio e all’erta.

Commenti (4)

  1. Visto recentemente online! Veramente un bel film, fatto bene e con un originale modo di raccontare gli eventi… Peccato solo per l’interpretazione del protagonista Diego Pagotto, la cosa più debole del film… Comunque decisamente consigliato!

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