E’ morto l’attore Michael Gough, Alfred per quattro Batman cinematografici

E’ scomparso all’età di novantaquattro anni l’attore britannico Michael Gough, noto al grande pubblico per aver impersonato il saggio maggiordomo Alfred Pennyworth in quattro Batman della serie cinematografica, prima del reboot firmato Nolan e che il ruolo passasse al connazionale Michael Caine.

Michael Roland Gough veterano classe 1916, con all’attivo un Tony Award vinto nel ’79 come protagonista della piece Bedroom Farce, ha recitato in oltre centocinquanta pellicole tra cui molte produzioni della Hammer, casa di produzione britannica specializzata in horror e per la quale Gough recitò nel cult del ’58 Dracula il vampiro al fianco di Peter Cushing e Christopher Lee e nel successivo Il fantasma dell’opera (’62) diretto in entrambi da Terence Fisher, grandi classici a cui faranno seguito molti altri cosiddetti B-horror come Black Zoo e Black Horror-Le messe nere, in quest’ultimo tra l’altro Gough reciterà con un altro mostro sacro del cinema di genere, il grande Boris Karloff.

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E’ morto il compositore premio Oscar John Barry

Ieri la BBC online ha comunicato il decesso per infarto del compositore settantesettenne John Barry, un veterano delle musiche da film, le sue colonne sonore gli fruttarono cinque premi Oscar che costellarono una prestigiosa carriera che l’ha visto musicare ben 12 film della saga cinematografica di James Bond dal suo secondo capitolo datato 1963 007-Dalla Russia con amore.

Barry nasce nel britannico Yorkshire nel 1933, dopo una gavetta da autodidatta ed arrangiatore negli anni’ 50 arriva un periodo di notorietà come leader dei John Barry Seven, poi nel 1960 la prima colonna sonora per il film Beat Girl con la starlette Gillian Hills (Arancia Meccanica).

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Il rapporto Pelican, recensione

Un sicario fredda due giudici della Corte suprema degli Stati Uniti, il primo con un colpo di pistola il secondo a mani nude, così mentre la nazione apprende la notizia dei clamorosi decessi dai telegiornali, l’FBI brancola nel buio.

Nel frattempo Darby Shaw (Julia Roberts), una studentessa in legge della Tulane University, teorizza in un suo scritto le motivazioni che avrebbero portato all’omicidio dei due giudici e alcune connessioni che si riveleranno purtroppo per lei sin troppo attinenti con la realtà.

Darby mostrerà il suo lavoro all’amante, nonchè docente Thomas Callahan (Sam Shepard) che trovandolo interessante lo invierà all’FBI, così l’incartamento noto come Il rapporto Pelican finirà negli uffici del bureau, sulla scrivania di un amico del professore.

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E’ morta Caterina Boratto

Si è spenta ieri all’eta di 95 anni l’attrice italiana Caterina Boratto, nota per aver interpretato molte pellicole del cosiddetto cinema dei telefoni bianchi e che debuttò nel lontano 1937 nel film Vivere! di Guido Brignone accanto al tenore Tito Schipa.

Caterina Boratto nasce a Torino il 15 marzo 1915, dopo il debutto la ritroveremo ancora sotto la guida del regista Guido Brignone in Romanzo di un giovane povero (1942) al fianco di Amedeo Nazzari e Paolo Stoppa, per poi confrontarsi l’anno dopo con Anna Magnani in Campo de’ fiori di Mario Bonnard.

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Destini incrociati, recensione

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Due coppie di coniugi, la prima è formata da William (Harrison Ford), detective della polizia di Chicago assegnato agli Affari interni impegnato ad incastrare poliziotti corrotti, e Peyton (Susan Thompson) una stilista di successo spesso impegnata in prolungate trasferte di lavoro.

La seconda coppia vede Kay (Kristin Scott-Thomas) candidata al Congresso, madre di un’adolescente e impegnatissima nella sua campagna elettorale e Cullen (Peter Coyote) affermato avvocato, anche quest’ultimo spesso in viaggio per lavoro.

I destini di queste due coppie si incroceranno quando William perderà la moglie in un disastro aereo in contemporanea con Kay, anche lei rimasta vedova a causa del medesimo incidente.

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Sabrina, recensione

sabrina_ver2Sabrina Fairchild ( Audrey Hepburn) è perdutamente innamorata dell’irraggiungibile David Larrabee (William Holden), irraggiungibile perchè il suo principe azzurro è un ricchissimo playboy, mentre lei è solo la figlia dell’autista, così la ragazza passa le sue serate spiando le feste organizzate nella villa e sognando romantici balli con il suo David.

La situazione precipita quando Sabrina in preda alla disperazione tenta il sucidio, Sarà Linus (Humphrey Bogart), il fratello di David a salvarla. Sabrina sara così costretta a lasciare la villa e a partire alla volta di Parigi dove il padre la manda sperando dimentichi David.

Sabrina però, nonostante il fascino della città, non dimenticherà affatto il suo amore, e dopo essersi trasformata da anatroccolo in splendido cigno, farà ritorno a villa Larrabee e qui prima David, poi in un secondo momento Linus, scopriranno di essere perdutamente iunnamorati della bella Sabrina e cercheranno entrambi di conquistarla.

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Sabrina: recensione

sabrinaSabrina (Julia Ormond) è una timida e graziosa ragazza innamorata dell’uomo sbagliato, l’uomo in questione è lo scapolo d’oro e impenitente donnaiolo David (Greg Kinnear), rampollo di una ricca famiglia per la quale il padre di Julia presta servizio, ma Sabrina non sembra proprio intenzionata a rinunciare al suo irraggiungibile sogno romantico e così il padre preoccupato la spedisce a studiare a Parigi sperando così di farle dimenticare David.

La nostra cenerentola a Parigi subirà un straordinaria metamorfosi che la trasformerà da timida e impacciata ragazza a fascinosa farfalla, così al momento di tornare a casa Julia finalmente riesce ad attirare l’attenzione di David che così rischia di mandare a monte un matrimonio combinato che significa soldi e potere.

Ci penserà il protettivo e saggio fratello maggiore di David, Linus (Harrison Ford), che prende in mano la situazione e si frappone fra i due cercando di far rinsavire David e spiegando a Sabrina l’importanza dell’imminente  matrimonio del fratello, ma Linus subisce il fascino di Sabrina non meno del fratello e finisce per innamorarsene perdutamente.

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Recensione: The interpreter

Un’interprete delle Nazioni Unite, Silvia Broome (Nicole Kidman), ascolta inavvertitamente una conversazione in cui si parla di un complotto ordito per assassinare una importante personalità politica,  Con l’intervento delle autorità, ad indagare sul presunto complotto viene chiamato un agente dei servizi segreti statunitensi Tobin Keller (Sean Penn)

Le indagini sembrano portare ad un nulla di fatto, nonostante l’omicidio di una collega di Silvia ed alcuni sospetti, Keller sembra non  dare molta credibilità alla bella testimone. Ad un certo punto quando Silvia ormai presa dallo sconforto quasi rinuncia a perorare la propria causa, indizi e frammenti dei verità si fanno più chiari, ed il bersaglio dell’attentato sembra essere realmente il Presidente della Repubblica Democratica di Matobo, Edmond Zuwanie.

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I De Laurentiis, una dinasty tra passato e futuro

Se il cinema come spettacolo supera i 110 anni, la dinastia De Laurentiis viaggia ormai verso i 70, a partire dalle prime apparizioni sullo schermo dell’allievo-attore del Centro Sperimentale di Cinematografia, Agostino, classe 1919, divenuto in seguito il producer Dino, che gli americani hanno battezzato con il nome di “the Legend“.

Di poco posteriore, nell’immediato secondo dopoguerra, la discesa in campo del fratello maggiore Luigi (1917-1992), validissima spalla da subito e poi realizzatore in proprio; e l’organico familiare è completato ben presto dal fratello minore, Alfredo (1924-1981), apprezzato organizzatore generale.

Finché spunta Aurelio, figlio di Luigi; e mentre a Hollywood opera da tempo come attiva produttrice Raffaella, figlia di Dino, a Roma è già al lavoro un Luigi nipote, figlio di Aurelio, che nei voti del clan continuerà la tradizione.

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