Il principe e il pirata, recensione

Leopoldo (Leonardo Pieraccioni) è un posato maestro elementare che riceve la notizia dell’improvviso decesso del padre Pierino (Giorgio Piccanti), figura paterna latitante, pessimo esempio, giocatore d’azzardo e donnaiolo impenitente, insomma un gran bel tipo che Leopoldo comunque deciderà di onorare recandosi a sbrigare le pratiche testamentarie onde dargli anche l’ultimo saluto, che sarà alquanto vivace visto che Pierino il truffaldino non solo è vivo e vegeto, ma si è finto cadavere onde farla in barba ai numerosi creditori che ormai non gli davano tregua.

Leopoldo è furioso, ma il padre non gli da neanche il tempo di metabolizzare la resurrezione che si da alla macchia rifugiandosi all’estero, lasciando il compito al figlio di eseguire le sue volontà testamentarie recuperando una cospiscua cifra opportunamente nascosta agli occhi dei creditori, cifra che Leopoldo dovrà recuperare con l’aiuto del fratello Melchiorre detto Gimondi (Massimo Ceccherini), fratello che Leopoldo non ha mai saputo di avere e che sta per uscire di prigione.

Immaturi, recensione

Assistiamo alle melanconiche vicissitudini di sei perenni maturandi e non solo in senso scolastico, perchè questi sei ex-compagni di liceo si ritrovano dopo 20 anni con vite incasinate, responsabilità latitanti e un diploma tanto sudato che viene invalidato costringendoli a tornare sui libri per ridare un esame che ha rappresentato, nonostante alti e bassi emotivi, il periodo più bello e spensierato della loro vita.

Giorgio (Raoul Bova) è uno psicologo infantile che sembra vivere un’intesa di coppia sin troppo perfetta con la sua compagna (Luisa Ranieri), almeno sino a che lei non gli comunica un’inaspettata gravidanza e a lui non manca il terreno sotto ai piedi.

Lorenzo (Ricky Memphis) agente immobiliare è un mammone e bamboccione di quelli temerari, vive ancora con i genitori e dorme nella sua cameretta con tanto di letto a castello, ma mentre il padre (Maurizio Mattioli) lo vorrebbe fuori di casa, la madre (Giovanna Ralli) continua a trattarlo come un tredicenne evitando di recidere un cordone ombelicale che ha dell’inquietante.

C’era un cinese in coma, recensione

Ercole Preziosi (Carlo Verdone) è un agente di spettacolo di basso profilo, per lui sagre di paese, qualche concorso di bellezza provinciale e un parterre di artisti da rappresentare davvero desolante, tra cui l’unico che sembra dargli qualche soddisfazione finisce in malora gettandolo nella disperazione più nera.

A casa per Ercole va pure peggio con un’algida moglie russa schiava della chirurgia plastica e sempre più nevrotica ed una figlia che sembra un’estranea, incapace di trovare alcuna confidenza con un padre latitante troppo spesso fuori casa per lavoro.

Proprio quando per Ercole sembra imminente il disastro, ecco arrivare l’occasione di una vita grazie al suo autista, l’aspirante comico Nicola Renda (Beppe Fiorello) che non solo salverà una serata in extremis esibendosi al posto di un artista di Ercole, ma si rivelerà un talento comico cinico e provocatorio che sembra incontrare i gusti della grande platea.

Venezia 2010, mercoledì 1 settembre: oggi Black Swan in concorso e mezzanotte con Machete

Oggi inauguriamo lo spazio dedicato alla Mostra del Cinema di Venezia che seguirà quotidianamente proiezioni ed avvenimenti che segneranno la sessantasettesima edizione della prestigiosa rassegna veneziana, che anche quest’anno promette cinema d’alto profilo è un fastoso parterre di star da red carpet.

Vediamo cosa ci riserva la giornata d’apertura con una lunga serata ricca di anteprime, tra queste fuori concorso l’atteso Machete di Robert Rodriguez presentato alla proiezione di mezzanotte e in occasione del compleannno dell’attore e campione di arti marziali Bruce Lee, prima mondiale dell’action orientale Legend of the fist: The return of Chen Zhen di Andrew Lau, ritorno sul grande schermo per il personaggio che ha lanciato Bruce Lee nel cult del ’72 Dalla Cina con furore.

L’amore è eterno finchè dura, recensione

i_amoreeterno

Gilberto (Carlo Verdone) è un cinquantenne alquanto posato che decide di fare una piccola trasgressione partecipando ad uno speed-date in cui si cerca la partner ideale, purtroppo la sua scappatella verrà scoperta dalla moglie Laura (Laura Morante) quando una delle partecipanti all’incontro sparisce e le autorità sono chiamate ad indagare.

Gilberto verrà così cacciato di casa e si troverà costretto ad essere ospitato da una coppia di amici, il socio Andrea (Rodolfo Corsato) con il quale divide la gestione di un negozio di ottica e la moglie Carlotta (Stefania Rocca), per la quale scoprirà ben presto di provare una forte attrazione.

Inizierà cosi per l’uomo una lunga e infruttuosa ricerca dell’anima gemella, ma un pò l’essere stato scottato dalla scoperta che la morigerata mogliettina ha  un amante, un pò la delusione costante di donne lontanissime da ogni idealizzata perfezione, renderanno Gilberto ancor più confuso e frustrato.

Nancy Brilli: tra cinema e fiction

Nancy Brilli nasce il 10 Aprile 1964 a Roma, il suo debutto avviene con il regista Pasquale Squitieri che gli regala la più bella interpretazione della sua carriera con Claretta (1984).

Dopo questo folgorante esordio è tempo di teatro, e l’attrice si cimenta in vari classici, poi nel 1986 è nel film tv Naso di cane e nel cast dell”horror di Lamberto Bava Demoni 2-l’incubo ritorna, l’anno dopo è nel fantastico Sotto il ristorante cinese (1987) diretta da Bruno Bozzetto per poi tornare a cimentarsi con il thriller-horror ne Il camping del terrore di Ruggero Deodato.

Carlo Verdone: attore, regista e…Verdone

Carlo Verdone è diventato uno di quei totem della commedia italiana come Alberto Sordi o Vittorio Gassman, a cui lui stesso fa riferimento, ed intelligentemente, ha scelto di allontanarsi dalla recitazione, indubbiamente impeccabile e spassosa, delle sue macchiette che scavavano nei vizi e nelle virtù dell’italiano medio, distaccandosene a suo rischio e pericolo, ma arricchendo i suoi personaggi di nuove e intriganti sfaccettature.

La maturità artistica che ha preso piede in lui, l’ha costretto suo malgrado a crescere attorialmente e ad intraprendere la strada della commedia più sofisticata, dai toni meno caserecci, sicuramente questo salto gli è costato una bella fetta di pubblico, ma gli ha permesso di esplorare una commedia più adulta e consapevole, non schiava di stereotipi o personaggi ingombranti.

Massimo Ghini tra cinema e tv

Il titolo la dice lunga sulla carriera (e sulla vita) di Massimo Ghini. Nato a Roma, il 12 ottobre 1954, ci troviamo di fronte ad uno dei più noti attori italiani, sia per quello che riguarda il cinema, sia per il teatro , per non parlare della televisione.

Inizia, di consueto, a teatro, accanto a Franco Zeffirelli, Giorgio Strehler, Giuseppe Patroni Griffi e Gabriele Lavia. Coinquilino di Fabrizio Bentivoglio e Armando De Razza, si dà nel frattempo da fare come speaker radiofonico e come doppiatore.

Il 1979 è l’anno del debutto al cinema, in C’era una volta la legge di Stelvio Massi, ma dobbiamo attendere il 1985 per vederlo di nuovo in un film: si tratta di Segreti segreti di Giuseppe Bertolucci , nei panni del capitano Felici.

Vittorio, Manuel e Christian De Sica: la passione si chiama cinema

Spesso e volentieri il Cinemaniaco si occupa della storia, delle opere e della vita delle grandi famiglie legate da un unico comune denominatore: il cinema. Quest’oggi non potevamo esimerci dal rendere omaggio ad una grande famiglia italiana, che ha fatto dello spettacolo, della musica e del cinema per l’appunto, la propria esistenza, la propria missione. Uno style tutto partenopeo, che porta i nomi di Vittorio, Manuel e Christian De Sica.

Vittorio De Sica, figlio di un impiegato di banca, Umberto, col quale aveva un rapporto molto bello e forte, e al quale dedicherà il suo film, Umberto D., già durante gli studi di ragioneria , ottiene un piccolo ruolo in un film muto diretto da Giancarlo Saccon, Il processo Clemenceau del 1917.