Streetdance 3D, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 3

In quel di Londra la crew di street dance Jay 2.0 si prepara, guidata dal loro leader Jay (Ukweli Roach) e dalla sua ragazza Carly (Nichola Burley), ad affrontare la finale dei campionati nazionali che anche in questa occasione vedono in pole position per la vittoria gli imbattibili Surge. A poche settimane dall’evento però Jay molla il gruppo e Carly, così la crew lentamente si sfalda e Carly per quanti sforzi faccia si trova a non riuscire a tenere uniti i suoi compagni.

Ormai la finale sembra un obiettivo irraggiungibile, ma Carly ha la fortuna di incontrare in un scuola di danza classica l’insegnante Helena (Charlotte Rampling) che ha dei problemi con i suoi allievi tecnicamente ineccepibili, ma incapaci di comunicare la giusta dose di emozione, così visti all’opera Carly e la sua crew gli propone uno scambio, loro potranno utilizzare le aule della scuola per prepararsi alla competizione se nella crew verranno ammessi i suoi allievi a cui Carly e compagni dovranno insegnare i primi rudimenti di street dance.

I due mondi all’apparenza inconciliabili in principio strideranno non poco, ma lentamente la comune passione per la danza salderà il gruppo e Carly incoraggiata da Helena proverà a miscelare entrambi i mondi per sfidare su un terreno del tutto nuovo e meno impari i temibili Surge, ma sulla strada delle finali per i neonati Breaking Point ci sarà ancora un grosso ostacolo da superare.

Sulla scia del successo di Step Up 3D ecco arrivare la risposta british al filone danzereccio made in USA, girato a quattro mani dagli esperti in videoclip musicali Max Giwa e Dania Pasquini Streetdance 3D si rivela una gradita sorpresa che sembra far tesoro di tutti gli elementi che fatto la fortuna del filone, evolutosi nel frattempo lasciando gli elementi romance sempre più ai margini in favore di coreografie ed evoluzioni tecniche.

Giwa & Pasquini provano ad alzare il tiro pescando nel passato con suggestioni da classici come Saranno famosi e Flashdance, puntando sulla spettacolare e modaiola  street dance formato 3D con tanto di crew, acrobatiche coreografie e battaglie a ritmo di hip hop come nel cugino d’oltreoceano Step Up 3D, ma con un occhio di riguardo per il lato romance predominante nel primo Step up e tanto per non farsi mancare nulla ammiccando al televisivo Glee e aggiungendovi l’elemento che in questo caso si rivela vincente e fa la differenza, la commistione di due mondi artistici come il balletto classico e l’hip hop, ricetta in miscelando che già aveva funzionato egregiamente nell’intrigante Ti va di ballare?.

La regia della coppia di filmakers britannici è meno muscolare e più cinematografica della controparte statunitense rappresentata dal coreografo e regista Jon Chu al confronto più videoclipparo ed ammiccante nell’impronta visiva, in questo StreetDance 3D risulta più film e meno escamotage danzereccio per fan da talent-show e se anche parte stentando e ci vuole non poco prima che mostri stralci di personalità, una volta carburato diverte e coinvolge a dovere, piazzandosi un gradino sopra la media del genere.

Nelle sale dal 16 marzo 2011

Note di produzione: nel cast l’esordiente George Sampson (Eddie) vincitore dell’edizione 2008 dello show Britain’s Got Talent, la protagonista Nichola Burley era nel cast del thriller Donkey Punch, nel film compaiono le crew di street dance dei Diversity e dei Flawless, questi ultimi vestono i panni dei campioni Surge.

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