This is Beat-Sfida di ballo, recensione

di Pietro Ferraro Commenta

A Detroit mancano una manciata di settimane alla finalissima della Beat the World Competition, torneo internazionale che stabilirà chi è la miglior crew di hip-hop del mondo.

Seguiamo la preparazione e le vicissitudini sentimentali di tre crew che si stanno preparando all’evento, ognuno creando le proprie coreografie alla ricerca dell’elemento vincente che le possa far spiccare tra i migliori professionisti di Street dance del globo.

Dal Canada arrivano i Fusion capitanati da Youson che hanno preparato una coreografia che prova a miscelare hip hop e Parkour puntando sull’elemento novità, da Berlino approdano a Detroit i Flyng Steps campioni in carica guidati dall’egocentrico Eric che comincia ad avere i primi problemi di leadership con la migliore ballerina della sua crew e infine dal Brasile arrivano i Revolution, che si trovano sulle spalle un debito piuttosto consistente accumulato per il viaggio e che dovrà essere in parte coperto dal primo premio della competizione di ben centomila dollari.

Le tre Crew affronteranno il palcoscenico e la giuria con tutti i dubbi e le paure che affligono qualsiasi giovane, ma solo una riuscirà a superarli e a diventare la migliore crew del pianeta.

Ormai dopo il grande riscontro avuto dallo Step Up 3D di Jon Chu la strada è spianata su grande schermo per tutti quei film a sfondo danzereccio e dopo l’intrigante Streetdance 3D made in England è il turno del canadese This is Beat-Sfida di ballo di Robert Adetuyi. che riproponendo la ben rodata e consueta ricetta romance-musicale si rivela divertente e spettacolare dal punto di vista coreografico, compensando di fatto un look oltremodo patinato e uno script all’insegna del prevedibile.

Inutile cercare difetti sin troppo evidenti in un film che punta ad un target di spettatori ben preciso, dai teenager agli amanti della street-dance e che utilizza una trama esile esile per poter mettere in scena e collegare le diverse coreografie che come di consueto sono di altissimo profilo, quindi chi non fa parte del succitato target non troverà chiaramente nel film alcuna particolare attrattiva.

Per tutti gli altri siamo di fronte ad una confezione piuttoso godibile, ballerini di livello e una trama che si snoda senza intoppi sino all’ultima parte del film dove con la competizione il film ha un guizzo visivo di notevoli proporzioni e il ritmo prende inevitabilmente e piacevolmente il sopravvento, quindi come ribadito poc’anzi consigliato solo ed esclusivamente agli amanti del genere, che troveranno senza dubbio pane per i loro denti.

Note di produzione: il titolo originale del film è You Got Served: Beat the World sequel del film del 2004 You Got Served di Chris Stokes, il regista Robert Adetuyi è lo sceneggiatore di Stepping-Dalla strada al palcoscenico.

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