Step Up: recensione

di Pietro Ferraro 8

 Tyler Gage (Channing Tatum) è un ragazzo difficile, non un delinquente, ma pericolosamente avviato ad una vita fatta di furtarelli, risse tra gang e piccoli reati. Dopo l’ennesima disavventura legale Tyler viene condannato da un giudice a scontare alcune ore di servizio sociale presso la Maryland School of the Arts di Baltimora.

La scuola è un ambiente difficile per Tyler che come un corpo estraneo fatica a farsi accettare dagli studenti e visto il motivo per cui  si trova lì è visto come un elemento imbarazzante da tenere opportunamente alla larga.

Per una serie di coincidenze Tyler incontra Nora (Jenna Dewan) aspirante ballerina, proveniente da una famiglia agiata e a prima vista decisamente snob, ma il destino intermedia per loro e a causa di un infortunio del partner di Nora, Tyler si ritrova a prendere il suo posto e con sorpresa di quest’ultima a rivelare un naturale e sorprendente istinto per la danza.

La coreografia fu galeotta, Tyler e Nora dopo i primo difficili approcci e una serie di incomprensioni impareranno a conoscersi e a trasformare il feeling che li accomuna sul palcoscenico in qualcosa di più profondo e coinvolgente…

La danza ed il romance sono un connubio che sbanca i botteghini, questa è una formula ben rodata, a cui si aggiunge un look alla Romeo e Giulietta da nuovo millennio che non può non conquistarsi il favore di un pubblico di inguaribili romantici.

L’attrice e coreografa Anne Fletcher, qui in veste di regista da romance, nel curiculum titoli come 27 volte in bianco e Ricatto d’amore, sa esattamente quali tasti premere e quando per smuovere lo spettatore, musicalmente ed emotivamente.

I due giovani protagonisti sono una fascinosa rappresentazione delle nuove generazioni americane figlie della multietnicità e della cultura hip-hop, il ghetto e i quartieri alti si fondono come la cultutra musicale che rappresenta il massimo dell’ibridazione e l’amore, che per assunto non ha confini, classi, stili di vita, almeno sul grande schermo.

Così ci troviamo di fronte ad un discreto romance con una coinvolgente colonna sonora, che non cerca null’altro che coinvolgere con la semplicità dei sentimenti e il ritmo della danza un pubblico il più variegato possibile, con un occhio di riguardo nauralmente al teenager medio cresciuto a pane, sogni e talent show.

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