Spike Lee da Alessandro Cattelan: “Il razzismo è dappertutto, anche in Italia”

di Kino Commenta

La presenza di Spike Lee da Alessandro Cattelan, ospite del format EPCC in onda su Sky Uno il 9 giugno, è stata come la partecipazione di un maestro di diritti civili che si affaccia sul piccolo schermo per far arrivare a tutti la sua missione: tenere alta l’attenzione sull’emergenza razzismo.

Chi conosce Spike Lee sa bene quanto il tema dei diritti civili sia da sempre la principale fonte di ispirazione del regista statunitense. Chi segue le cronache e il mondo senza lasciarsi troppo distrarre dal gossip, inoltre, sa bene cosa sia successo nelle scorse settimane a Minneapolis: George Floyd, un afroamericano, è morto a seguito di un intervento della polizia. La sua morte è diventata l’oggetto di grandi proteste in tutto il mondo e Spike Lee è in prima linea nella battaglia.

Lo fa, il regista di Fa’ La Cosa Giusta, con i mezzi con cui ha fatto scuola: la macchina da presa. In questo periodo Lee è ancora fermo con le riprese di Prince Of Cats, un progetto interrotto per via del lockdown e che verrà ripreso solamente quando sarà trovato un vaccino. Nel frattempo Spike Lee ha pubblicato un cortometraggio disponibile da oggi, 12 giugno, su Netflix: Da 5 Bloods, che mette insieme le immagini di Floyd e Garner (ucciso dalla polizia nel 2014 a Staten Island) e quelle di un personaggio di Radio Raheem da Fa’ La Cosa Giusta che, appunto, muore strangolato dalla polizia.

Con Spike Lee da Alessandro Cattelan è impossibile, del resto, non parlare di Donald Trump che il regista ha rinominato Agent Orange. Quando parla di razzismo, però, Spike Lee ricorda che il problema esiste ancora in tutto il mondo:

Anche se in America siamo i migliori per ciò che riguarda il razzismo, la gente non può solo dire “beh, guarda come stanno male in America” e poi chiudere gli occhi di fronte al razzismo che succede nel loro Paese. Non sarei onesto se non dicessi che ciò succede anche in Italia. Quindi non accade solo in America. Ognuno deve guardare la propria nazione, la propria città, il proprio quartiere, e cercare di sconfiggere il razzismo. Il razzismo è in tutto il mondo.

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