Shannon Purser parla della grassofobia nel cinema

L’attrice Shannon Purser, rivendita il diritto ad una rappresentazione reale dei corpi, al cinema e in tv. “Apparire per come si è”, in carne, in sovrappeso, mostrando senza pudore il proprio corpo, valorizzando al contrario il proprio essere, anche nel proprio lavoro. A rivendicare questo diritto è la giovane Shannon Purser, interprete didi Bar Holland in Stranger Things e di Ethel Muggs in Riverdale, che ha condannato Hollywood e la macchina cinema, che da sempre predilige attori normodotati, in quadrati in un preciso standard di bellezza.

 

La Purser, che ha aizzato questa polemica, ha dato voce a diverse altre attrici con una fisicità importante, che hanno citato esempi di attrici magre, a cui è stato affidato il ruolo di grassone. Hollywood boicotta queste fisicità, direzionandosi sempre verso attrici longilinee, che trasforma anche per l’interpretazione di ruoli di donne in carne. Il primo e più importante esempio è quello di Emma Thompson, attrice statunitense, a cui è stato affidato il ruolo della signorina Trinciabue nel remake di “Matilda sei mitica”, che sarà trasmesso su Netflix.

 

L’attrice, ha indossato una tuta ingrassante per interpretare quel ruolo, cosi come moltissime altre attrici in passato che hanno interpretato ruoli di personaggi in sovrappeso. E’ accaduto a Renee Zellweger che ha indossato una tuta ingrassante, a Courtney Cox, che ha interpretato Monica grassa in Friends, e a diverse altri attrici, che sono considerate iconiche e quindi più versatili e adatte all’interpretazione di diversi ruoli, anche quello di una grassona.

Molte attrici grasse, non vengono considerate dall’industria cinematografica, e molte, scartate a apriori, hanno dato man forte all’attrice venticinquenne Shannon Purser, per rivendicare i loro diritti. Le attrici over size di talento, rivendicano dunque il loro talento, la loro bravura, la centralità in una pellicola, la possibilità di restare se stesse, pur continuando a svolgere il proprio lavoro.

Il corpo, non dovrebbe costituire un limite, né per le donne over size, né per i disabili, né per le persone di colore. Queste attrici hanno avuto il coraggio di urlare i loro diritti e di farli valere: non solo per rivendicare la loro fisicità, ma anche e soprattutto per rivendicare la loro bravura. E’ importante che non esistano differenze in questo mondo, ma solo scelte dettate dal ruolo, ma che almeno quando il ruolo stesso lo richieda, venga scelta un’attrice che è effettivamente in carne e non un’attrice magra in costume. Bisogna dunque cambiare questa tendenza e bocciare la grassofobia, nel cinema e no solo.