Religiolus: recensione

di Diego Odello 2

L’uomo moderno e ultratecnologico come fa ancora a credere a certe favole che raccontano le religioni (Adamo ed Eva o Giona che vive per tre giorni dentro un pesce enorme)? C’è per caso il rischio che l’uomo stia strumentalizzando la fede per i propri fini?

In Religiolus (Religulous, che gioca sull’unione delle parole religione e ridicolo) queste e altre domande le pone e se le pone Bill Maher, un famoso comico degli Stati Uniti, che viaggia per il mondo, insieme al regista Larry Charles (regista di Borat) e ad una troupe, in cerca di valide risposte dai credenti e dagli esponenti delle principali religioni monoteiste, quella cristina, quella ebraica, quella musulmana, ma anche da quelli di alcune più improbabili e meno conosciute.

Maher, che con il documentario ci invita a riflettere sulla fede e a viverla senza ostracismi, incontra personaggi di tutti i tipi: da predicatori che sostengono che Gesù si vestiva bene per poter giustificare i propri abiti firmati ad Ebrei che sostengono che lo stato d’Israele non ha senso d’esistere, da ex gay sposati con ex lesbiche, che predicano la normalità, ad attori che inscenano la passione di Cristo in parchi a tema, da chi riunisce i fedeli sostenendo di essere discendente di Gesù a chi è a capo della religione della Cannabis, fino a coloro che utilizzano la fede per fare politica (partendo dalle Guerre Sante Cristiane, passando da quelle islamiche, finendo con quelle volute da George Bush).

Il film unisce interviste e riflessioni ad immagini di film e di repertorio, il tutto condito dalla verve umoristica di Maher e dalle didascalie in sovraimpressione che riportano passi della Bibbia, statistiche, citazioni e quant’altro. L’ilarità nasce dalle riflessioni scettiche del protagonista contrapposte alle risposte, a volte troppo assurde dei suoi interlocutori.

Concludendo: dagli States all’Olanda, da San Pietro alla Terra Santa, fino a Londra, il viaggio di Religiolus dovrebbe portare lo spettatore a riflettere su quello che da secoli è definito l’oppio dei popoli. Il problema non a quale religione credere, ma essere consci che certi insegnamenti vanno interpretati e non presi alla lettera, per riuscire ad essere tolleranti e aperti con il resto del mondo.

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