Recensione: Dirty Dancing

di Pietro Ferraro 13

Estate 1963, la famiglia Houseman al completo si prepara a trascorrere le vacanze estive in un villaggio turistico situato presso le suggestive Catskill Mountains. Una delle due sorelle Houseman, Frances (Jennifer Grey), ha un forte attaccamento alla famiglia e specialmente a suo padre Jake (Jerry Orbach) che la considera un vero e proprio vanto da ostentare.

Frances è una ragazza sin troppo seria e studentessa modello, e queste vacanze non la stimolano molto, almeno fino a quando non incontra l’affascinante capo-animatore e ballerino Johnny Castle (Patrick Swayze), il classico cattivo ragazzo che la turba non poco.

L’attrazione per la danza si manifesta nella ragazza grazie anche a delle feste notturne, che tutto il gruppo d’animazione del villaggio organizza dopo le giornate passate ad intrattenere con castigati balli di gruppo l’intero villaggio, ed in cui, per puro caso, capita anche l’ingenua Frances, che assiste affascinata ad una serie di esibizioni danzerecce alquanto provocanti, che la turbano ed affascinano al contempo.

Ormai stracotta del prestante ballerino, la giovane soffre le prime pene d’amore, perchè Johnny sembra alquanto scostante, e la sua partner di ballo Penny (Cinthya Rhodes) sembra molto gelosa del suo compagno e aggressiva nei confronti della timida Frances.

Tutto si chiarirà quando Penny messa incinta da un cameriere sarà costretta ad abortire e Frances sarà l’unica ad aiutarla economicamente scoprendo in seguito che tra Johnny e Penny non esiste alcun legame sentimentale e anzi, che è proprio lo scontroso Johnny a nutrire del sentimento per lei, e tra i due esplode inevitabile la passione.

L’impossibilità di Penny ancora convalescente di poter ballare alla serata speciale in onore degli ospiti, che si terrà di lì a qualche giorno, catapulterà Frances sul palcoscenico dopo una dura preparazione, e oltre a fare una gran bella figura, questa vacanza diventerà per lei un rito di passaggio verso l’età adulta.

Che dire, un ottimo esempio di romance musicale, canzoni ammiccanti, un fascinoso protagonista, un’ambientazione azzeccata e una serie di canzoni che farebbero capitolare chiunque, anche il meno avvezzo a questo genere.

Si è vero che forse il miele abbonda, e che c’è una sorta di romanticismo nazional-popolare un pò stucchevole, ma in fondo che importa, i giovani protagonisti sono in parte, Swayze è in procinto di  diventare l’icona action-sexy degli anni ’90, il capace regista italo-americano Emile Ardolino dimostra di saperci fare, da lì a qualche anno girerà la coinvolgente comedy a base di suore canterine Sister act , con una strepitosa Whoopi Goldberg,

In Dirty Dancing è la semplicità dei sentimenti a coinvolgere, una semplicità che si arricchisce di musica e amori adolescenziali, astenersi solo gli irriducibili detrattori di Mr. Swayze, il resto si goda un buon film sentimentale senza alcuna pretesa contenutistica.

Commenti (13)

  1. Dirty Dancing è stato il film che tanti anni fa, mi ha avvicinato al mondo dell’animazione turistica, fu grazie a questo mitico film che mi decisi a fare la mia espreinza come animatore e se è possibile, vorrei approfittarne per fare una riflessione… dico, vista la situazione precaria a livello occupazione specie dei giovani e visto che non mancano le opportunità di lavoro estivo per gli animatori nei villaggi turistici, allora perché i giovani non ne approfittano?. nonostante le richieste, sono in tanti i giovani che non considerano proprio l’ipotesi di lavorare come animatori e questo a mio avviso, è un atteggiamento sbagliato.
    Certo nessuno pensa che si possa fare l’animatore per sempre, però con la crisi del lavoro in atto,l’idea di lavorare come animatori turistici, i giovani dovrebbero consideralo come un’esperienza in più ma soprattutto come uno dei tanti mezzi per entrare nel mondo del lavoro. Parlo per conoscenza del settore, da anni collaboro con Animandia.it che opera nel settore dell’animazione ed offre tante opportunità di lavoro in questo campo ed ho conosciuto tantissimi giovani che proprio grazie all’esperienza da animatori turistici, hanno poi avuto l’occasione di fare il giusto incontro e adesso svolgono un lavoro a loro più congeniale.

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