Recensione: Alla Ricerca di Nemo

di Enrico.Nanni Commenta

Quando un padre perde un figlio, o più semplicemente quando una persona cara ci viene strappata via, il nostro istinto è quello di correre, correre, correre; questo è proprio quello che succede a Marlin , il simpatico pesce pagliaccio, e al suo piccolo figlio Nemo.

Nemo è un pesciolino dolce e simpatico, ma Marlin gli sta troppo addosso, è troppo apprensivo; i motivi, devo dire, ci sono. La madre è stata infatti uccisa da un barracuda quando Nemo era ancora dentro un uovo, e quasi davanti agli occhi di Marlin.

Inoltre Nemo è nato con una pinna atrofica, che a volte gli dà qualche difficoltà di movimento; Nemo diventa quindi oggetto di tutte le attenzioni, e soprattutto delle proccupazioni di Marlin. Un brutto giorno, durante una sfida tra ragazzini, Nemo viene catturato da un sub.

Prima che questo si allontani con il piccolo dentro un sacchetto di plastica, Marlin riesce a leggere quello che c’è scritto sulla maschera del sub: P. Sherman, 42 Wallaby Way Sydney, Australia.

Inizia allora una ricerca strenua del piccolo, che lo porterà ad esplorare in modo avventuroso il mare più profondo, ad affrontare mille pericoli e, in un certo modo, a dover affrontare anche le sue paure, a doverle guardare negli occhi e cercare poi di ampliare la sua visione della vita.

Durante il viaggio incontra alcuni spassosissimi personaggi: la prima è Dori. Dori è un pesciolino con problemi di memoria a breve termine, il che significa che non riesce a mantenere per più di qualche secondo un ricordo appreso di recente.

Come potete immaginare, si tratta di un deficit mnemonico assolutamente invalidante, che in certo modo porta la povera Dori ad avere degli enormi problemi sia nelle relazioni, sia problemi di tipo tecnico nella sua vita quotidiana,

La patologia è realmente esistente, ed è legata appunto alla perdita funzionale dovuta a traumi cerebrali, ictus et similia; come potete immaginare, chi soffre di questo tipo di deficit incontra enormi difficoltà nel quotidiano.

Dori si unisce dunque a Marlin, e tra i surreali personaggi incontreranno durante il percorso troviamo un curioso club di squali vegetariani, composto da Randa, un pesce martello, Fiocco, una Verdesca con un’amo sul naso ed infine Bruto, uno squalo bianco.

Il loro viaggio li porterà fino al porto di Sidney, dove finalmente, trasportati da un pellicano fino allo studio dentistico dove il piccolo Nemo è rinchiuso, riusciranno finalmente ad averla vinta e a riportare il piccolo a casa, adottando alcuni ricamboleschi espedienti.

Alla ricerca di Nemo (Finding Nemo) è un film d’animazione della Pixar del 2003, ed è veramente appassionante; vincitore di un premio Oscar 2004 come miglior film d’animazione, ha ottenuto il miglior incasso in assoluto per la Walt Disney, per quello che concerne i film di animazione, ed è attualmente al 16 posto nella classifica dei migliori film di sempre.

Quando lo si guarda si rimane incollati al video, ora per ridere, ora per temere insieme a Marlin, personaggio psicologicamente costruito veramente ad hoc, per non parlare di Dori, dalle caratteristiche neuropsicologiche a dir poco originali.

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