Reality, recensione in anteprima del film di Matteo Garrone

di Pietro Ferraro 2

Luciano Ciotola (Aniello Arena) è un pescivendolo di Napoli che per sbarcare il lunario si arrangia anche con qualche piccola truffa nel campo degli elettrodomestici, realizzata con il supporto della moglie Giulia (Loredana Simioli) e di diversi amici e conoscenti compiacenti. 

Luciano è un vero guitto, simpatico e vitale è considerato da tutti l’anima della festa e come tale tutti lo spingono a fare un provino per partecipare al reality Grande Fratello, il provino ci sarà e Luciano riuscirà anche ad approdare ad un’ulteriore selezione che si svolge a Roma.

Sembra proprio che la svolta per Luciano e la sua famiglia sia vicina, peccato che l’attesa di essere convocato si trasformerà ben presto in un ossessione, Luciano non penserà ad altro, arriverà a credere di essere spiato “da quelli della televisione” che lo vogliono mettere alla prova e quando ormai intorno a lui tutti saranno consapevoli dell’occasione mancata, lui non vorrà sentir ragioni e scivolerà lentamente in una follia compiaciuta che verrà diagnosticata come trauma da Grande fratello.

Matteo Garrone dopo averci narrato con schiettezza la Campania malavitosa di Gomorra, stavolta alleggerisce i toni, ma non i contenuti e approccia la commedia per esplorare la moda dell’ultimo decennio, il reality e in particolare quel Grande fratello in cui l’ostentata mancanza di qualsivoglia talento e una normalità costruita ad arte diventano mezzi per conquistarsi una fama che definire effimera è un eufemismo.

In un paese in cui la meritocrazia è un optional e l’avvenenza è considerata talento, Garrone costruisce una divertente e surreale incursione nell’immaginario di un uomo qualunque, un po’ mariuolo, ma dall’ingenuità disarmante che si lascia irretire dalla fama per tutti, manco fossimo al discount delle opportunità.

Il registro scelto per il film, a mezzavia tra sogno, desiderio e realtà funziona egregiamente, Garrone miscela con dovizia un cast di attori professionisti e non, creando una vera e propria partitura comica sull’illusorietà del piccolo schermo, se una volta a cambiare la vita erano il Rischiatutto di Mike Bongiorno e il 13 al totocalcio di Lino Banfi, oggi la svolta ha il sapore plastificato dell’apparire a tutti i costi, dell’ostentare a prescindere anche con il rischio di rivelarsi privi di contenuti, tanto come si sa anche il vuoto pneumatico vende bene in tv (accattatevillo!).

Reality sfoggia un cast squisitamente eccentrico e in parte, Aniello Arena e Loredana Simioli sono strepitosi e dispone di uno script leggero quel tanto che basta per non trasformarsi in un pistolotto retorico sulla tv spazzatura, un film che dimostra l’eclettismo di Garrone capace di sfruttare appieno un fare cinema che sa di neorelismo, teatralità partenopea e satira di costume, una vera gioia per gli occhi, ma soprattutto per l’umore.

Nelle sale a partire dal 28 settembre 2012

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Note di produzione: nel cast figurano anche Claudia Gerini, Paola Minaccioni, Nando Paone e il cabarettista Nello Iorio; la colonna sonora è stata composta dal francese Alexandre Desplat autore delle musiche degli ultimi due capitoli della saga di Harry Potter nonché del film Premio Oscar Il discorso del re; il film ha partecipato in concorso al Festival di Cannes 2012 ed ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria.

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