Rasputin, la conferenza stampa

di Pietro Ferraro 1

Ieri a Roma il regista Louis Nero ha presentato alla stampa Rasputin, quinta regia per il giovane cineasta torinese che ha deciso di raccontare/sfatare leggenda, morte e miracoli del famoso e famigerato mistico russo Grigorij Efimovic Rasputin alla corte dell’ultima dinastia di Zar in bilico tra storia, occulto e leggenda per un’opera coraggiosa e dalla confezione particolarmente ricercata.

Dopo il salto trovate il resoconto della conferenza stampa a cui oltre a Louis Nero hanno partecipato anche l’attore Franco Nero, padre del regista e produttore della pellicola e i protagonisti Francesco Cabras e Daniele Savoca.

A proposito della confezione molto particolare ed eclettica a livello visivo della pellicola, Louis Nero ha parlato dell’influenza pittorica che ne ha delineato il look:

Sì. Al centro del film c’è uno studio sulla pittura russa e in particolare sulle icone, ma c’è anche Rembrandt e Caravaggio, con “Il bacio di Giuda”…le immagini hanno spesso la qualità di quadri in movimento, nel film non c’è solo narrazione ma anche una parte estetica molto forte.

Rasputin secondo la visione di Louis Nero:

Il mio Rasputin fa un percorso iniziatico forse addirittura opposto a quello dell’occultismo. Verso i 33 anni, non a caso l’età della morte di Cristo, cambia nome, si fa chiamare Novyj, uomo nuovo. È un uomo alla ricerca della Verità, che cerca di resistere alle passioni senza evitarle, perché sarebbe troppo facile, ma affrontandole faccia a faccia.


Franco Nero che nel film ha il ruolo di voce narrante racconta della collaborazione con il figlio di cui ha seguito anche in veste di attore l’evolversi del percorso artistico:

Sono anni che io e Louis collaboriamo, abbiamo già realizzato 4 o 5 lavori insieme, Il soggetto mi ha sempre incuriosito, addirittura mentre giravo I 10 giorni che sconvolsero il mondo, fui contattato da un regista russo che mi propose di interpretare proprio il personaggio di Rasputin. Poi il progetto è stato accantonato…il 2 maggio porterò il film a New Orleans, dove è stato visto dal direttore del festival locale che ha voluto dedicargli addirittura un evento. Per fortuna che c’è il mondo, se no in Italia tutto si fermerebbe.


A proposito della mancanza nel film di un vero oppositore al pensiero mistico di Rasputin, una sorta di controparte scientista capace di contrastare concettualmente il carismatico protagonista, Louis Nero accenna ad un nemico più insidioso e pericoloso:

Il nemico c’è, ma nel film in realtà è lo stesso Rasputin. E’ un nemico interiore, perché il film è centrato sul suo vissuto personale: è un film che in generale non parla di gruppi sociali, ma di individui che rappresentano sé stessi. Quello che spero, comunque, è che possa comunicare un’idea diversa da quella canonica del personaggio…l nemico storico è anche il pregiudizio su di lui, che è ovunque, dai film Disney a Hellboy. Sono certo che non il mio film, ma l’apertura dei diari porterà ad un ripensamento su di lui anche tra i russi. Non dico che lo faranno santo, ma, come per Giulio Cesare, dopo tanta demonizzazione, riletto, suscita un’altra reazione.

Gli attori Francesco Cabras e Daniele Savoca che interpretano rispettivamente Rasputin e il principe Feliks parlano dei loro personaggi:

Cabras: Mi ha colpito la ricerca del potere, non solo di quello politico ma del potere in sé. Rasputin si avvicina al sesso come metodo di indagine tra i più potenti, poi se ne distacca, fa lo stesso con l’alcool e con molte altre tentazioni. Si trasforma profondamente ad un certo punto della sua vita…ho cercato di eliminare, più che aggiungere, puntando a una recitazione quasi ectoplasmatica, in linea con le immagini dei personaggi che sfumano e svaniscono. Ho cercato anche di rispettare la particolare natura iconica del film. Non è stato un percorso semplicissimo

Savoca: È il mio terzo lavoro con Louis, che mi chiede una recitazione diversa da quella che studio…Qui la recitazione è tesa a spiegare allo spettatore ciò che vede, è lui il primo interlocutore. Quello che ci si chiedeva era una recitazione pacata.


Louis Nero parla della colonna sonora composta dal compositore Teho Teardo (Il gioiellino) e Franco Nero della distribuzione del film:

Louis Nero: Insieme al musicista Teho Teardo, abbiamo pensato di evitare una musica che rimandasse direttamente al periodo storico del film, puntando invece su uno score legato alle situazioni…una musica che facesse sì che lo spettatore rimanesse sempre dentro il film…riguardo a Yankee Doodle non è un pezzo casuale, è stato utilizzato da chi complottò realmente contro Rasputin, tanto che si è parlato anche di un’ingerenza degli Stati Uniti nel complotto. È un po’ strano, no? Una marcetta americana in un salotto russo… Abbiamo chiesto a Lino Patruno di farla.

Franco Nero: Lo stesso è successo con il film di mio figlio Carlo, The Fever: un cast di grandi attori, ma il film veniva definito non commerciale. Poi, in America, dopo una proiezione di successo, i distributori si sono convinti a lanciarlo. In Italia, ora come ora, non si può fare il cinema se non c’è la televisione, se non hai il diritto di antenna. I produttori cinematografici non esistono, i soli produttori sono i signori della Rai e di Mediaset. Per fortuna io lavoro in tutto il mondo, non è un mio problema, ma mi dispiace, non c’è nessuna vera rinascita, si fanno dei film ma non c’è un’industria. Quando vengo qui aiuto i giovani registi, i film indipendenti.

Rasputin sarà nelle sale a partire dall’8 aprile 2011, QUI trovate la nostra recensione in anteprima.

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