Non aprite quella porta, recensione in anteprima

di Cinemaniaco Commenta

Un molosso armato di motosega e dotato di maschera in pelle umana nel 1974 compie un massacro. Le vittime prescelte? Un gruppo di ragazzi. Muoiono tutte tranne una, che anni dopo racconterà l'accaduto ad uno sceriffo. Fino a qui ci siamo tutti, visti i vari remake e prequel. Ma com'è, allora, questa versione di "Non aprite quella porta" in 3D firmata da Toobe Hooper?

“Non aprite quella porta”. Un dejavu? Forse un po’ si. Torniamo ancora una volta a Newt, Texas, nel 1974. Ma ci torniamo in 3D. Torniamo sul luogo del delitto, per assistere nuovamente al massacro di un gruppo di ragazzi, ad opera di una famiglia di cannibali. Tra questi c’è un certo Leatherface. Uno di quelli che non sarebbe il caso di incontrare né di giorno né di notte, dal momento che parliamo di un molosso con una motosega e una maschera in pelle umana.

Il macellaio e la neonata

Leatherface, come è notorio, li fa fuori tutti tranne una. Una ragazza che riesce a salvarsi e raccontare la tragedia che hanno visto i suoi occhi. La racconta ad uno sceriffo del luogo, che prontamente si reca con i suoi uomini a casa di Leatherface. Assedia la casa e chiede il corpo del molosso. In un primo momento la ottiene, poi le cose si complicano con l’arrivo di alcuni abitanti del paese. La casa viene bruciata e la famiglia viene sterminata.

Anche in questo caso, ne resta viva solo una: una neonata. Uno dei giustizieri la prende con sé per portarla a casa propria e realizzare il sogno di sua moglie, sterile. La neonata cresce. La chiameranno Heather. Tanti anni dopo i genitori le diranno che non è la loro figlia naturale, e le racconteranno la (terribile) verità sulla sua famiglia.

Heatler decide di fare ritorno a Newt, con fidanzato e due amici al seguito, per via di una eredità lasciata da parte della sua defunta nonna. Fa bene a non tornare da sola, perché nei sotterranei della casa di famiglia, dietro una porta sbarrata, si cela qualcosa di …

Il passato che bussa al presente

“Non aprite quella porta” è un classico. Lo ha firmato Tobe Hooper. Un film fortunato che ha dato luogo a remake e prequel di varia natura. Una sorta di franchise dell’horror che ha sempre molto successo. Lo sa bene il regista della versione in questione, John Luessenhop che ha scelto nel cast Alexandra Daddario, Scott Eastwood, Tania Raymonde, Bill Moseley e Richard Riehle. Lussenhop sembra snobbare particolarmente tutti i remake e il prequel che fanno da lungo intermezzo tra l’originale di Hooper e la sua versione. Una buona idea, se considerata a priori.

Il giudizio del CineManiaco

John Luessenhop tenta il colpaccio. Più che soffermarsi su trama, personaggi e motivazioni, cerca di rendere semplice il tessuto narrativo e punta tutto sulle emozioni. Supportato dal 3D unisce spettacolo, a volte anche godibile a livelli estremi, e suspense. In breve, Leatherface si suda la riconferma lanciandosi in inseguimenti di varia natura con la sua fedele amica motosega. Ma spesso la suspense lascia spazio alla banalità. Sarà che stiamo parlando di un film inflazionato, ma talvolta la sensazione che si ha nel vederlo è questa. Una sceneggiatura superficiale e alcuni errori di natura temporale nel percorso narrativo pesano.

Voto: 7

Scheda del film

USCITA CINEMA: 28/02/2013

GENERE: Horror

REGIA: John Luessenhop

SCENEGGIATURA: Debra Sullivan, Adam Marcus

ATTORI: Alexandra Daddario, Scott Eastwood, Bill Moseley, Tania Raymonde, Richard Riehle, Shaun Sipos, Gunnar Hansen

Trailer

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