Night Stalker, il diavolo Richard Ramirez su Netflix

di Kino Commenta

Di Richard Ramirez oggi non esiste più niente. Il suo corpo è imploso, divorato dal suo stesso male che negli anni si è trasformato in un’insufficienza epatica. 13 vite accertate, ma anche in sede di tribunale il cacciatore della notte si vanta che le vittime siano molte di più. Di questo e altro parla Night Stalker la docu-serie crime disponibile su Netflix, probabilmente uno dei lavori più accurati che siano mai stati fatti su un serial killer.

Night Stalker si fonda su due pilastri: Gil CarilloFrank Salerno, i due poliziotti che riescono a consegnare Ramirez alla giustizia dopo mesi intensissimi fatti di morte, depistaggi, sangue, paura e frustrazione. Dove passa Ramirez, passa la morte. I due agenti ricostruiscono, puntata per puntata, tutta la follia di Richard Ramirez che dal marzo all’agosto 1985 terrorizza gli abitanti di Los Angeles e San Francisco.

Si introduce di notte, assale, violenta, uccide senza pietà e si dà alla macchia senza lasciare tracce, tranne qualche impronta di scarpa e qualche impronta digitale. Riesce a sequestrare una bambina, la porta con sé nella sua abitazione. La piccola riesce a sentire il lezzo dell’inferno, in un appartamento che sa di zolfo, umido, fumo e degrado.

Chi ha visto in faccia quell’uomo non riesce a descriverlo, tanta è stata la paura che ora offusca i ricordi. Di lui si ha solo un identikit. Il volto riprodotto mostra due occhi spiritati, nient’altro. Un giorno Ramirez fa un passo falso. Si arriva a un suo conoscente, questo conoscente fa il suo nome e dopo aver escluso tutti gli omonimi Richard Ramirez viene catturato.

Gli agenti lo salvano da una folla inferocita. Quando la polizia ha scoperto la sua identità i giornali hanno pubblicato una vecchia foto segnaletica. La gente lo riconosce. Il serial killer non è solo e tutto il male causato ora vuole divorarlo.

Tutto bene, se non fosse che Night Stalker propone la classica mitizzazione che il pubblico fa verso il pluriomicida maledetto. Richard Ramirez diventa in poco tempo una rockstar: in aula ammicca verso le ammiratrici, le saluta, si presenta con un paio di occhiali da sole, mostra il pentacolo sul palmo della sua mano. Sorride ai reporter, mostra quel ghigno diabolico che non è fatto apposta: il suo volto è quello del Male, gli occhi cherokee, i denti mancanti, il viso scavato fanno di lui la larva partorita dai bassifondi degli inferi.

“Ci vediamo a Disneyland”, dice Ramirez quando viene condannato a morte. Night Stalker è il racconto di quella follia omicida senza freni, di quella sete di sangue insaziabile e di quella mancanza di coscienza che spinge un uomo a sfidare il tribunale senza cercare alcuna redenzione né fingersi, almeno quello, vinto da un mondo che lo vuole morto.

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