Margin Call, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 3

I dipendenti junior Seth Bregman (Penn Badgley) e Peter Sullivan (Zachary Quinto) e il senior trader Will Emerson (Paul Bettany) assistono ad un corposo ridimensionamento da parte di un team di risorse umane che mette in atto alcuni licenziamenti nel loro ufficio. Uno dei dipendenti licenziati è Eric Dale (Stanley Tucci), che lavora alla gestione rischi da diciannove anni. Prima di lasciare l’edificio scortato all’esterno da un addetto alla sicurezza Dale consegna a Peter una chiave USB con un progetto su cui stava lavorando, chiedendogli di esaminarlo e aggiungendo di fare attenzione. Quella stessa notte, Peter porta a conclusione il progetto e scopre che un disastro di proporzioni immani si sta per abbattere, anzi in realtà si è già abbattuto sulla società, che a causa di un indebitamento eccessivo è in procinto di subire una perdita superiore alla sua capitalizzazione di mercato, se non si interverrà immediatamente con misure drastiche. Sullivan avverte Emerson, che a sua volta chiama il responsabile alle vendite Sam Rogers (Kevin Spacey) che mette in allarme rosso la catena di comando.

Quella che Peter ha scoperto involontariamente è una spirale in negativo che in ventiquattrore, attraverso la vendita selvaggia messa in atto dalla società per cui lavora,  segnerà l’origine della crisi economica del 2008 di cui si stanno ancora oggi pagando le conseguenze con una recessione di portata globale.

Debutto alla regia per JC Chandor specialista in spot e documentari che ha la fortuna di poter contare su un cast a dir poco stellare, caso piuttosto raro per una pellicola indipendente qual’è Margin Call e su una sceneggiatura, sempre di Chador scritta con alcuni elementi tipici del genere thriller che mantengono la tensione sempre ad un buon livello. Chador usa un linguaggio comprensibile, affida la caratterizzazione dei singoli personaggi in toto agli attori e contiene la terminologia tecnica, stiamo sempre parlando di alta finanza, sottolineando a più riprese durante il film l’ignoranza dei piani alti sulle questioni tecniche e matematiche che muovono il mercato.

Margin Call si conferma un film di spessore girato con un notevole gusto estetico che non sacrifica mai il bisogno di realismo di un tema attualissimo, che riporta l’attenzione non solo sulla ciclicità delle crisi economiche, ma anche sulla loro natura figlia di un sistema economico sempre più ambiguo, fallace ed artefatto. Un esordio davvero notevole quello di Chador che sfrutta al meglio la coralità di un cast dove tutti, veterani e nuove leve lavorano all’unisono in un dramma solido, senza sbavature che siamo certi ai prossimi Oscar non passerà inosservato.

Note di produzione: nel nutritissimo cast figurano anche Demi Moore, Jeremy Irons, il Simon Baker del serial The Mentalist e lo Zachary Quinto di Heroes che ha anche co-prodotto il film con la sua casa di produzione Before The Door. Il film costato circa 4 milioni di dollari ha fruito di location newyorkesi con l’80% delle riprese effettuate nell’One penn Plaza. il regista JC Chador ha vinto ai National Board of Review Awards 2011 come miglior regista esordiente.

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