Lo stravagante mondo di Greenberg, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 2

Roger Greenberg (Ben Stiller) da New York approda in quel di Los Angeles con il suo bel carico di paranoie e un periodo passato in una clinica psichiatrica in seguito ad una forte depressione. Roger è un falegname, ex-musicista in una band che al college ha perso la grande occasione e che nel corso degli anni ha coltivato ben poche amicizie, su tutte l’unico che sembra essergli rimasto veramente amico è l’ex-compagno di college Ivan (Rhys Ifans), anche se in cuor suo serba ancora del  rancore verso Roger per quell’occasione che gli ha fatto perdere un contratto discografico che avrebbe potuto cambiargli la vita.

Roger tra antidepressivi e una serie di manie compulsive che vanno amplificandosi, approda in casa del fratello dopo che quest’ultimo è partito per una vancanza in Vietnam con famiglia al seguito ed ha lasciato a Roger il compito di costruire una cuccia per il cane di famiglia Mahler, che purtroppo si ammalerà improvvisamente diventando una grossa responsabilità per Roger, troppo fragile per accudire anche solo se stesso.

Ad aiutare Roger in questo difficile momento di transizione ci sarà Florence (Greta Gerwig), l’assistente del fratello che inaspettatamente si innamorerà delle sue mille bizzarie, dei suoi continui alti e bassi emotivi e finirà per essere l’unica a rimanergli vicino quando tutti si saranno allontanati Ivan compreso e l’unica con la quale Roger proverà ad essere almeno per una volta veramente se stesso.

Il regista Noah Baumbach filmaker indie di razza anche stavolta, dopo Il matrimonio di mia sorella in cui aveva reclutato la star Nicole Kidman regalandole un ruolo nevroticamente tragicomico, scrive un personaggio cucito addosso ad un altro divo mainstream, un sorprendente ed inedito Ben stiller che si cimenta con uno dei ruoli piu impegnativi e intensi della sua carriera.

Stiller dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, di essere un attore coraggioso e oltremodo completo grazie ad una fine sensibilità capace di giocare in sottrarre,  fino quasi ad alienare un carisma strabordante che ne ha fatto divo da blockbuster hollywoodiani a base di effetti speciali e comicità formato famiglia, ma anche un irresistibile comico a tutto tondo, capace di regalare guizzi di geniale follia nell’affollato genere delle parodie demenziali spesso sbiadite e sin troppo compiaciute.

Baumbach scrive un copione a quattro mani con la moglie Jennifer Jason Leigh, l’attrice nel film interpreta il ruolo di una ex del protagonista, capace di pescare finissime sfumature da una personalità egocentrica e al contempo fragile come cristallo, Stiller mette a nudo grazie a dialoghi mai banali una personalità borderline e adolescenziale, ma affascinante nel suo combattere quotidiano contro il mondo che lo circonda ignorandolo, criticandolo e odiandolo per poi non desiderare altro che di farvi parte, in questo la dolce e affascinante partner Greta Gerwig è disarmante nella sua voglia di oltrepassare la corazza di un uomo di cui solo lei sembra vedere il lato migliore.

Con Lo stravagante mondo di Greenberg c’è la possibilità di scoprire un lato inedito e affascinante dello Stiller attore e non mattatore, ma sia ben chiaro che se cercate lo Stiller di Zoolander o quello formato comedy per famiglie potreste rimanere decisamente delusi, anche perchè ritmi, cadenze emotive e stile sono rigorosamente all’insegna del cinema indipendente.

Nelle sale a partire dal 25 marzo 2011

Note di produzione: il film ha partecipato in concorso al Festival di Berlino 2010, in origine il ruollo di Rhys Ifans doveva andare a Joaquin Phoenix, la colonna sonora vede il debutto su grande schermo del produttore discografico indipendente James Murphy.

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