L’Ipnotista, recensione in anteprima

di Felice Catozzi Commenta

L’Ipnotista è l’ultima opera di Lasse Hallstrom: l’Ispettore Jonna Linna (Tobias Zilliacus) ha salvato un testimone oculare in fin di vita, Josef (Jonatan Bokman), vittima di una brutale carneficina di una famiglia dei sobborghi di Stoccolma, è il figlio adolescente della famiglia stessa rimasto in vita per miracolo; ma c’è un problema: le ferite subite dal giovane lo costringono in ospedale in un coma indotto.

L'Ipnotista_Locandina

Bisogna trovare un modo per interrogarlo e scoprire se saprebbe descrivere ed eventualmente riconoscere l’assassino, ma non sembra esserci altra via se non quella di ricorrere all’ipnotista Erik Maria Bark (Mikael Persbrandt).

La Mente è Il Luogo Del Delitto

Il regista di piccoli fenomeni contemporanei molto amati da critica e pubblico come La Mia Vita a Quattro Zampe, Buon Compleanno, Mr. Grape, Qualcosa di cui… sparlare, Le Regole della Casa Del Sidro, Chocolat, Hachiko, Dear John e Il Pescatore di Sogni, torna dopo 25 anni a girare nella sua patria d’origine – La Svezia: l’autore ha dichiarato nelle note di regia che non aveva avuto opportunità negli Stati Uniti di lavorare a un progetto thriller.

Forse avrebbe dovuto capire il perché: L’Ipnotista è un film che fa saltare dalla sedia, ma non per la paura… magari; la storia scorre a singhiozzi, con i personaggi che sembrano obbligati da una lobotomia ad agire come agiscono, senza senso e senza una precisa motivazione se non per obbligo di sceneggiatura.

Il giudizio del CineManiaco

Le forzature impiegate nella trama, i dialoghi e le dinamiche ai limiti del reale fanno continuamente chiedere allo spettatore chi si comporterebbe in una maniera così limitata e poco logica.

Eppure, un detective della polizia somiglia a un mentalista incompreso persino da se stesso, un ipnotista (che dovrebbe essere di base uno psicologo) è farmacodipendente, ci manca solo che la vittima sia l’assassino e il pasticcio è pronto e servito…

Unica scena da menzionare è la moglie di Erik, Simone (Lena Olin), che la ricordiamo ancora per il ruolo ricoperto in Alias come Irina Derevko, la madre della protagonista Sydney Bristol interpretata da Jennifer Garner: la donna ha visto il volto del killer (che però non l’ha uccisa eh) ma è stata drogata (il sonnifero la fa da padrone in questo film, speriamo che eviti le poltrone con gli spettatori), il marito arriva finalmente a pensare di ipnotizzare la moglie e lei, che è una pittrice, fa un identikit dell’assassino. Un capolavoro, vero? E non è che il primo di una trilogia: preparatevi a L’Esecutore e La Testimone del Fuoco, tratti come questo titolo dalla penna di Lars Kepler (pseudonimo della coppia di scrittori svedesi, i coniugi AlexanderAlexandra Coelho Ahndoril)

Voto 4.5

Scheda Film

USCITA CINEMA: 11/04/2013
GENERE: Thriller, Poliziesco
REGIA: Lasse Halström
SCENEGGIATURA: Paolo Vacirca, Peter Asmussen
CAST: Tobias Zilliacus, Mikael Persbrandt, Lena Olin, Helena Af Sandeberg, Jonatan Bokman, Oscar Pettersson, Eva Melander, Anna Azcarate

Trailer

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