L’incredibile Hulk, recensione

di Pietro Ferraro 2

Un incipit che ci racconterà la genesi dell’Incredibile Hulk ci mostra il Generale Thaddeus “Thunderbolt” Ross (William Hurt) che si incontra con il dottor Bruce Banner (Edward Norton), collega ed amante di sua figlia Betty (Liv Tyler), in vista di un esperimento ideato per rendere gli esseri umani immuni alle radiazioni gamma. In realtà l’esperimento è stato finanziato dall’esercito e dal governo americano con lo scopo di sviluppare un siero capace di creare un super-soldato. L’esperimento non solo fallirà, ma trasformerà Banner in Hulk, mutandone il DNA in modo tale che ogni volta che Banner sarà colpito da attacchi di rabbia, contro la sua volontà si trasformerà in questo gigantesco essere verde dalla forza devastante e dalla furia incontrollabile. Hulk/Banner dopo l’accidentale metamorfosi distruggerà il laboratorio, ferirà Betty e si darà alla fuga. Tornato allo stato umano lo scienziato comprenderà di non poter tornare alla sua vita nelle condizioni in cui versa e resterà latitante in cerca di una cura, braccato nel frattempo da una squadra delle forze speciali guidata da capitano Emil Blonsky (Tim Roth).

Dopo un primo Hulk dal taglio autorale diretto da Ang Lee, la Universal decide di riavviare il franchise con un cast completamente rinnovato, l’aggiunta di un villain d’alto profilo come Abominio, molto celebre nella mitologia del supereroe verde della Marvel e un mix di elementi tratti dalla famosa serie tv di culto, dalla serie animata del 1996 e naturalmente dal fumetto originale.

Il film diretto da Louis Leterrier (Scontro tra Titani) usa massicce dosi di CGI di altissimo profilo, il nuovo Hulk è leggermente meno fumettoso di quello del film di Ang Lee, ma quello che da una marcia in più all’operazione è senza dubbio il cast che include oltre al veterano William Hurt, la talentuosa Liv Tyler e due pezzi da novanta come l’eclettico Edward Norton e l’istrionico Tim Roth, con quest’ultimo che a sette anni dal generale Thade del remake Planet of the Apes tratteggia un altro villain di notevole spessore.

L’incredibile Hulk al contrario dell’Hulk di Ang Lee è meno raffinato e punta con decisione ad una dimensione da popcorn-movie, vedi l’approccio differente della parte finale dei due registi con Leterrier che cita apertamente cartoon e videogames di ultima generazione, puntando ad una platea il più vasta e variegata possibile, confezionando di fatto un ottimo prodotto che intrattiene e diverte grazie anche alla scelta di un protagonista particolarmente azzeccato, secondo noi la scelta di Norton è paragonabile per efficacia a quella di Robert Downey Jr. per il cinecomic Iron Man.

Note di produzione: nella versione americana la voce di Hulk è di Lou Ferrigno l’interprete della serie tv originale e voce nella serie animata del ’96. Nel film non manca il consueto cameo di Stan Lee. Il film costato 150 milioni di dollari ne ha incassati worldwide oltre 320. L’incredibile Hulk torna su schermo nel cinecomic I Vendicatori e stavolta con le fattezze di Mark Ruffalo.

Commenti (2)

  1. Difficile dire quale dei due Hulk sia il miglior: al primo mancava un villain adatto (ma come film era fatto bene), mentre al secondo il villain era quasi più importante del protagonista (anche se si vedeva in pieno solo all’ultimo). Aspetto sempre un film che renda giustizia al personaggio…

  2. Yeah condivido la recensione, Roth come al solito è fantastico nella parte del Villain, Norton migliore di Bana nei panni di Banner…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>