La mia vita è uno zoo, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro Commenta

Benjamin Mee (Matt Damon), è uno scrittore e giornalista con due figli, Dylan (Colin Ford) e Rosie (Maggie Elizabeth Jones), che hanno recentemente perso la loro madre dopo una lunga malattia. Mee sta ancora cercando di capire come affrontare il lutto e sta tentando di andare avanti, ma la difficoltà nell’elaborare la perdita viene complicata dai comportamenti sempre più estremi del figlio adolescente, in evidente bisogno di supporto psicologico. Quando Dylan finirà per essere espulso da scuola, il padre deciderà di intervenire drasticamente con un trasloco che l’uomo pensa possa in qualche misura aiutare l’intera famiglia a lenire il dolore. Quello che però Mee farà sarà investire tutti i suoi risparmi in una casa con annesso un vero e proprio zoo, chiuso per evidenti difficoltà economiche e strutturali. Questo azzardo si trasformerà ben presto in un sogno da realizzare, che se in un primo momento sembrerà acuire le difficoltà della famiglia in lutto, alla fine si trasformerà invece nella concreta possibilità di voltare pagina e fruire di un tanto sospirato nuovo inizio.

Dopo la commedia romantica Elizabethtown e il documentario musicale sui Pearl Jam, torna il regista Cameron Crowe (Jerry Maguire) cimentandosi con una storia vera che racconta di sogni realizzati, lutti elaborati e famiglie in difficoltà, elementi che Crowe miscela abilmente in un godibile ed emotivamente coinvolgente family-movie a tinte dramedy, che ci mostra il sogno americano filtrato attraverso l’occhio sensibile di un regista capace di non scadere mai nel patetismo, grazie anche ad un cast in forma smagliante in cui spicca un Matt Damon credibile e motivato, che ritrae una figura paterna fragile e provata, ma fortemente determinata a lottare per la propria famiglia.

La mia vita è uno zoo è un perfetto mix tra l’indubbio appeal sfoggiato da una storia di vita vissuta e le necessità drammaturgiche nel trasporne emozioni ed eventi in una ricetta adatta ad una platea il più vasta e variegata possibile. In questo Crowe centra pienamente il bersaglio, calibrando con efficacia momenti commoventi e drammatici e stemperando il tutto con situazioni divertenti ben recitate da uno spassoso cast di supporto, a cui si aggiunge un immancabile e delicatissimo doppio binario romance che si sviluppa parallelo alla trama principale senza mai sconfinare, restando gradevolmente ai margini della storia. Elementi questi che collaborano a trasformare il film di Crowe in un’opera ricca di umanità e di una positività mai troppo accomodante e in una pellicola davvero per tutti, nel senso più positivo ed edificante del termine.

Nelle sale a partire dall’8 giugno 2012

Note di produzione: nel cast figurano anche Scarlett Johansson, Thomas Haden Church, Angus MacFadyen ed Elle Fanning; il vero Benjamin Mee in realtà è inglese e il suo zoo si trova nella contea di Devon; la colonna snora è stata composta e interpretata da Jonsivoce e chitarra della celebre band islandese dei Sigur Rosil budget investito per il film è stato di 50 milioni di dollari, cifra raddoppiata dagli incassi che al momento in cui scriviamo hanno toccato worldwide i 106 milioni.

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