La baia di Napoli, recensione

di Redazione 3

Michael Hamilton (Clark Gable) un avvocato americano in procinto di sposarsi giunge a Napoli per sistemare le ultime pratiche legali rimaste in sospeso dopo la tragica scomparsa del fratello Joseph, tra queste l’affido del suo nipotino di otto anni Nando che al momento vive con la zia materna Lucia Curcio (Sofia Loren), visto che la compagna di Joseph con la quale il fratello conviveva da tempo è anch’essa deceduta.

Lucia cantante di cabaret, è una ragazza affascinante ed esuberante, ma sembra poco adeguata a crescere un bambino, infatti Nando non sembra avere un vita regolata  che si addica alla sua età, oltre a non frequentare la scuola, passa le sue giornate tra un guaio all’altro senza un minimo di controllo.

Hamilton decide allora di rimandare la sua pertenza per stare vicino al nipote e cercare di impartirgli qualche lezione di vita e di buonsenso, nonchè una sana dose di disciplina di cui il ragazzino sembra proprio aver proprio bisogno.

Visto che l’ambiente in cui è cresciuto il ragazzo in cui si sbarca il lunario alla bene e meglio sembra ostacolare il suo intento, l’avvocato inizierà una disputa legale per avere l’affido del bambino in modo da allontanarlo da un ambiente a parer suo nocivo.

Ben presto però il rigido avvocato si lascerà conquistare dai profumi e i sapori di una Napoli davvero irresisitibile, e deciderà di cambiare vita abbandonando la sua carriera americana per rimanere accanto a Nando e a Lucia.

L’Italia, e in particolare Napoli visitati in una gradevole chiave romance dal regista americano Melvin Shavelson (Un marito per Cinzia, Appuntamento sotto il letto), un cast che unisce il divo di Via col vento Clark Gable e la nostra Sofia Loren in u ruolo che ne esalta fascino e vitalità, non dimenticando il grande Vittorio De Sica una vera sicurezza.

A voler essere pignoli ne La baia di Napoli si potrebbe puntare l’indice sull’utilizzo di stereotipi e clichè da cartolina, un italia vista dall’esterno romanzesca e romanzata e a tratti afflitta da un edulcorata e furba paatinatura neo-romantica.

Invece noi vogliamo sottolineare che rivisto oggi il film di Shavelson sfoggia un fascino ancora intrigante per nulla intaccato dallo scorrere del tempo, a cui vanno aggiunti l’accoppiata Clark Gable/Sofia Loren, mix intrigante di,esperienza, carisma e spontaneità, le suggestive location (Roma,Napoli e Capri), e un modo di fare cinema ancora ricco di fascino.

Concludiamo con qualche curiosità, questo è l’ultimo film a colori di Clark Gable, nonchè l’ultimo uscito con l’attore ancora in vita, da segnalare la performance di Sofia Loren nel celebre brano Tu vuò fa l’americano di Renato Carosone.

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