Kung Fu Panda 2, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro Commenta

Tanto tempo fa nell’antica Cina l’ambizioso e spietato Lord Shen utilizzò la magia dei fuochi d’artificio per trarne potere e terrore, sfruttandone il lato oscuro rappresentato da un’incredibile potenza distruttiva.

Questo suo carattere belligerante costrinse i suoi genitori ad esiliarlo dopo che la sua follia gli  aveva fatto sterminare tutti i panda esistenti, perchè tra di loro secondo una predizione si sarebbe celato il guerriero che avrebbe in futuro messo fine alla sua folle corsa al potere.

Lord Shen però nonostante il dolore per l’esilio subito riuscirà anni dopo, con l’aiuto di un esercito di lupi a creare l’arma finale, un cannone capace di devastare intere città, arma di cui doterà tutta la sua flotta e con la quale intende conquistare l’intera Cina.

Sulla strada di Shen però si porrà il panda Po che dopo aver appreso i rudimenti dell’arte del Kung Fu è pronto a salire un’altro gradino nella conoscenza delle arti marziali, grazie ai preziosi insegnamenti del saggio maestro Shifu e a scoprire le sue origini e la storia della sua famiglia, tutto questo con l’aiuto degli inseparabili cinque cicloni: Tigre, Vipera, Scimmia, Gru e Mantide.

La Dreamworks ha senza dubbio trovato un degno erede alla saga di Shrek che ha recentemente chiuso i  battenti con il quarto capitolo in 3D Shrek e vissero felici e contenti, con Kung Fu Panda 2 la regista Jennifer Yuh riesce nel non semplice intento di eguagliare se non addirittura superare l’originale regalando a questo secondo capitolo l’ampio respiro dei migliori film d’avventura, tra citazioni, spassose gag e un registro drammatico esplorato per la prima volta in maniera efficace e che regala al film una dimensione emotiva inedita.

Kug Fu panda 2 è costellato di piccoli tocchi di classe a partire da un comparto CGI di altissimo profilo che se sbalordisce per l’espressività dei primi piani del protagonista, nel primo scontro al villaggio omaggia in maniera superrba le acrobatriche e clownesche coreografie che hanno reso celebre Jackie Chan, a questo si aggiungono i flashback di Po realizzati in animazione tradizionale, un villain che sfoggia un’eleganza notevole, tutte le gag a cui il Dragone guerriero più pasticcione della Cina ci ha ormai abituati e una corposa serie di sequenze d’azione tutte puntate a sfruttare appieno il comparto 3D, che come capita sempre piu spesso con i film d’animazione è sempre di ottimo livello.

Nelle sale a partire dal 24 agosto 2011

Note di produzione: al film ha collaborato in veste di produttore esecutivo il regista Guillermo Del Toro, la Dreamworks ha investito 100 milioni di dolari per marketing e merchandise, il film uscito in Cina come per il precedente capitolo ha scatenato polemiche e subito un vano tentativo di boicotaggio, la colonna sonora ha visto collaborare i veterani John Powell e Hans Zimmer.

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