Korea Film Fest 2010, Firenze guarda ad Oriente

di Pietro Ferraro Commenta

Consueta cornice fiorentina per l’ottava edizione del Korea Film Fest, la città di Firenze dal 12 al 20 marzo omaggia la tradizione e la cultura coreana attraverso il cinema e l’arte con proiezioni, esposizioni e convegni che hanno come fine ultimo l’interscambio culturale tra nazioni, e in questa direzione va il gemellaggio con una delle rassegne cinematografiche coreane più importanti, il JIFF-Jeonju International Film Festival.

Ad inaugurare la rassegna fiorentina uno dei successi cinematografici coreani più rilevanti del 2009, che in patria ha portato nelle sale ben otto milioni di spettatori, si tratta di Take Off di Kim-Yong-hwa, cronistoria formato dramedy della partecipazione alle Olimpiadi invernali di Nagano della nazionale coreana di salto con gli sci, mentre chiusura all’insegna dell’horror e del vampire-movie d’autore con Thirst di Park Chan-wook (Old Boy), premio della giuria al Festival di Cannes 2009.

Davvero difficile per gli amanti del cinema orientale resistere alla ricca serie di sezioni collaterali e alle numerose pellicole selezionate per la rassegna, si va da Orizzonti coreani e Independent Korea, uno sguardo davvero esaustivo sulle più recenti produzioni made in Korea, senza dimenticare il cinema di genere, con la rassegna K-horror e il consueto omaggio che quest’anno è dedicato al regista HUR Jin-ho.

Quest’anno evento speciale tutto musicale il 20 amrzo con il concerto della famosa pop band coreana Loveholics, la band è autrice di molte colonne sonore cinematografiche, e uno dei loro singoli più famosi Shinkirou, è stato utilizzato come sigla finale dell’anime giapponese Black Blood Brothers, sigla a cui si riferisce il video in coda al post.

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