Il figlio dell’altra al cinema dal 14 marzo: tre nuove clip dal film

di Cinemaniaco Commenta

Tre nuovi estratti da un film di natura sociale molto significativo. Diretto da Lorraine Lévy, con Emmanuelle Devos, Pascal Elbé, Jules Sitruk e Mehdi Dehbi a guidare il cast, “Il figlio dell’altra” sarà nelle sale italiane a partire da questo giovedì.

C’è grande attesa per “Il figlio dell’altra”. La sua storia è una di quelle che fanno riflettere e sperare. Sono questi anni in cui il sangue bagna ogni giorno il conflitto tra Israele e Palestina, mentre i Capi di Stato si succedono e gli uomini perdono vita e speranze. Viene da chiedersi spesso quanto il cinema del 2000 sia in grado di fotografare alcuni momenti e renderli eterni.

Clip 7

Clip 8

Alcuni, ora che lo spettacolo fa spettacolo, pensano che il mondo non interessi più al mondo e ci rinunciano. Altri, come Lorraine Lévy, ci provano. E, con ogni probabilità, riescono a mettere un blocco di granito tra le lancette per fermare gli spettatori, sempre di fretta, onde farli riflettere.

Con ogni probabilità, quello che uscirà nelle sale il prossimo giovedì è un film nato proprio da questo imperativo, “Fare riflettere!”. Levy ha una sicurezza. Le fazioni sono spesso fazioni tra bandiere, ma non tra uomini. Non sempre la storia di un popolo rappresenta quel popolo. Non sempre il passato incide sugli occhi di chi guarda il presente. Appare, in tal caso, emblematica una chiosa presente nelle sue memorie di regia, all’interno della quale Levy vede ancora speranza e ha fiducia nel fatto che non tutti gli israeliani odiano i palestinesi (e viceversa).

Clip 9

“Il figlio dell’altra”, forse, le è servito a darsi questa risposta, a prendere coraggio e infondere speranza: La “speranza delle nuove generazioni” – afferma Levy – “I giovani che ho conosciuto, da entrambe le parti del muro, non nutrono sentimenti di odio, ma aspirano alla vita normale degli uomini liberi. Volevo fare un film sull’apertura e la speranza. Non credo che il cinema possa cambiare il mondo, ma credo nel suo potere di condivisione, di scambio, di comunicazione. Un film è un dialogo con chiunque voglia parteciparvi. È un mezzo per vivere e comprendere l’umanità dell’Altro.”

 

 

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