Il concerto, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 2

Il musicista russo Andrei Filipov (Alexei Guskov) è un grande direttore d’orchestra che vede distrutta la sua carriera dopo aver contrastato l’ordine del governo russo, all’epoca presieduto da Brezniev, di licenziare la maggioranza degli elementi della sua orchestra perchè ebrei.

Filopov si vede così declassato a semplice inserviente al servizio del nuovo direttore del Bolshoi, così passano trent’anni e quando Filipov pulendo l’ufficio del direttore si ritrova fra le mani un fax del Teatre du Chatelet, che invita l’orchestra russa ad esibirsi in quel di Parigi, in lui scatta una gran voglia di rivalsa per il torto subito e per la carriera cancellata.

Così sottratto il fax Filipov organizza un piano per una trasferta oltreconfine con la vecchia orchestra del Bolshoi da lui diretta anni prima, e per la quale si è giocato la carriera, riuscirà a riunire i musicisti e a convincerli ad intraprendere questa eccitante e un pò folle avventura francese, per suonare ancora una volta con la sua orchestra,  e ritrovare le suggestioni del pubblico e del grande Cajkovskij.

Il regista rumeno Radu Mihaileanu utilizza la musica come fil rouge per raccontare con i toni leggeri della commedia di una rivalsa sognata per anni, ma anche di una fuga verso una libertà tanto agognata che culmina in un catartico e liberatorio concerto, che rappresenta il bisogno di riconquistare una dignità rubata, e di ripercorrere un cammino bruscamente interrotto dalla follia e dalla cecità di un regime che soffoca libertà e idee.

Quello che colpisce nel film di Mihailenau è la leggerezza, già riscontrata nel suo Train de vie, nel trattare tematiche universalmente dolorose e che fanno parte della storia, veicolandole con uno humour ed un’eleganza davvero sorprendenti.

Il concerto è uno di quei film che riesce lentamente a conquistare con un escalation di situazioni/emozioni cha non lasciano scampo, si viene inesorabilmente catturati dalla messinscena, che come una partitura musicale ben orchestrata accompagna lo spettatore verso un intrigante e coinvolgente finale che senza dubbio lascia il segno.

Commenti (2)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>