I bruttissimi, Le barzellette

di Pietro Ferraro 1

 Correva l’anno 2004 e i fratelli Vanzina decidono di imbastire una serie di sketch su uno script che sembra uscito da una puntata del varietà televisivo La sai l’ultima? e un cast all’insegna del corale che oltre a Gigi Proietti vedeva schierati, come in una sorta di squadra cine-teatral-televisiva, Biagio Izzo, Fichi d’India, Vito, Max Giusti, Enzo Salvi, Carlo Buccirosso e Chiara Noschese.

Le barzellette come da copione da sfogo al consueto trivio da caserma servito a portate singole e decisamente fiacco sul versante della comicità di stampo cabarettistico, il tentativo di portare su schermo un collage di trite storielle da bar, per quanto infiocchettate da un minimo sindacale di messinscena e comici professionisti, non riesce a dare all’operazione il necessario tenore da grande schermo rivelando piuttosto un furbo taglio televisivo.

Le barzellette naturalmente, la moda dei cinepanettoni insegna, pur non sbancando ai botteghini fruì comunque nella stagione 2003-2004 di un congruo incasso con il minimo impegno creativo, insomma un’operazione concepita tanto per far cassa alla stregua del mediocre I mostri oggi piuttosto che del cinecocomero Un’estate al mare, da notare che da quest’ultima pellicola, come nel caso de Le barzellette, l’unico ad uscirne indenne è il veterano Gigi Proietti.

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