In questo mondo di ladri, recensione

di Redazione 4

Cinque improvvidi investitori della domenica, acquirenti di una multipropietà bufala, Fabio (Carlo Buccirosso) un integerrimo bancario, Nicola (Biagio Izzo) gestore di un cinema in via di fallimento, Monica (Valeria Marini) amante ufficiale di un uomo sposato, Lionello (Enzo Iacchetti) chirurgo plastico con una denuncia in corso per negligenza professionale e Walter (Max Pisu) proprietario di un ristorante che naviga in pessime acque, si ritrovano tutti bidonati e al verde, ma anche accomunati da un desiderio di riscatto e vendetta contro una società in cui i furbetti del quartierino regnano incontrastati.

Sarà Fabio subito l’ennesimo bidone che coinvolgerà gli altri quattro sfortunati investitori in una truffa supervisionata dal suo vicino di casa, Gastone (Ricky Tognazzi) truffatore professionista agli arresti domiciliari che proporrà ai cinque un piano a più livelli che culminerebbe in una maxi-truffa ad un istituto di credito simbolo e coacervo di disonestà e malaffare. Naturalmente Fabio e compagni di truffa verranno a loro volta truffati da Gastone che però verrà truffato a sua volta, in un finale da Pacco, doppio pacco e contropaccotto.

I fratelli Vanzina si lanciano in una digressione sociologico-musicale imbastendo una classica pellicola da Colpo grosso all’italiana con truffati, truffatori e truffaldini partendo da una canzone di Antonello venditti, In questo mondo di ladri che racconta di un’italietta fatta di furbetti del quartierino e onesti frustrati, per poi lanciarsi in quello che è un loro cavallo di battaglia la commedia commerciale con la C minuscola.

Se l’idea poteva essere divertente, insomma un film corale a base di truffe e repentini cambi di fronte hanno fatto faville ai botteghini, vedi la trilogia di Ocean’s Eleven o Duplicity con la coppia George Clooney/Julia Roberts, tanto per citare due titoli recenti, l’idea di affiancare ad attori come Carlo Buccirosso e Leo Gullotta, personaggi televisivi come Valeria Marini e Sergio Iacchetti e puntare ad una serie di gag trite e ritrite mandano a farsi benedire tutti i buoni propositi e torniamo ai livelli da sit-com televisiva da grande schermo di cui la tv è satura e il cinema non sente davvero il bisogno.

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